Internet, «buco» in protezione siti, a rischio milioni di password e dati

Heartbleed

Scatta l’allarme per la privacy e i dati sensibili di milioni di navigatori del web. C’è una «falla» che mette a rischio milioni di siti internet in tutto il mondo, compresi quelli dei giganti de web, e con loro tutte le informazioni private degli utenti: dalle mail ai dettagli dei conti bancari o delle carte di credito.

Il «bug»

Il «bug» si chiama «Heartbleed» e a lanciare l’allarme sono stati sia un gruppo di ricercatori finlandesi che lavorano per una società di sicurezza di Saratoga, in California, sia da due esperti della sicurezza di Google. Heartbleed potrebbe aver causato la più grande fuga di dati della storia di internet, a vantaggio di hacker che hanno sfruttato e continuerebbero a sfruttare questa vulnerabilità della rete. In pratica – spiega il New York Times – ad essersi «rotto» sarebbe quella sorta di lucchetto (riconoscibile con la sigla «https«) che garantisce la protezione delle informazioni più sensibili di chiunque navighi sul web.

Il sistema OpenSSl

Si tratta del sistema «OpenSSL», il software più diffuso che ad oggi viene utilizzato per il criptaggio di due terzi dei server in tutto il mondo. Tra i siti più vulnerabili ci sarebbero soprattutto Yahoo! e il suo social media Tumblr, e poi Flickr e Oculus. Ma non si esclude che in passato siano stati affetti dal «bug» (presente dal dicembre 2011) tutti i colossi della rete: da Facebook a Google, da Wikipedia ad Amazon, da Twitter ad Apple fino a Microsoft. Il «baco» è così grave che OpenSSL ha preso atto della falla e ha rilasciato un aggiornamento per risolverlo.

L’allarme

La scoperta di questa enorme falla nella rete potrebbe rendere urgente un cambio di password per tutti gli utenti di internet coinvolti, ma anche costringere i siti web interessati a cambiare le chiavi virtuali attraverso cui vengono criptati i messaggi e i dati scambiati tra i siti e i loro utenti o clienti. Quello che rende particolarmente pericoloso «Heartbleed», spiegano gli esperti, è che può essere utilizzato dai pirati informatici senza che questi, una volta carpite e rubate le informazioni volute, lascino dietro di sé alcuna traccia digitale. Insomma, impossibile individuarli.

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