Internazionale d’esportazione Nessuno segna tanto fuori casa Così Mazzarri studia l’eurofuga

Walter Mazzarri

Il dato è netto, che poi sia frutto di un andamento del tutto irregolare non deve stupire visti gli alti e bassi di una stagione contrastata sotto tutti i punti di vista: l’Inter in casa non fa molti più punti che fuori (29 contro 24, ma con una partita in più giocata: 17-16), ma soprattutto segna più in trasferta che a San Siro. C’è di più: nessuno in serie A ha fatto più gol «esterni» dell’Inter, che guida la classifica con 32 gol, proprio davanti al Parma che incontrerà sabato (e visto che si gioca al Tardini, teoricamente il dato dovrebbe sorridere a Mazzarri) e anche alla Juve, che ha costruito il suo primato assoluto di reti (71) in particolare allo Juventus Stadium. Non è questione di vittorie, ma di gol: l’Inter non fa differenza di successi fra casa e fuori (6-6) e dunque c’è chi viaggiando ha vinto più della squadra di Mazzarri, con sei vittorie esterne solo al 5° posto della classifica (con il Parma); però non c’è chi segna più dei nerazzurri.

Il calendario A patto che le cose non cambino di nuovo – il trend come vedremo non è molto coerente – sono numeri che possono confortare Mazzarri: non solo perché all’Inter restano da giocare tre partite fuori e due in casa, ma soprattutto perché due delle tre (a Parma sabato e poi il derby del 4 maggio) saranno scontri diretti decisivi per la corsa all’Europa League. Dunque due gare con caratteristiche chiare, di quelle che si sono dimostrate più congeniali alle caratteristiche dell’Inter: avversarie che in classifica stanno dietro e dunque dovranno pensare più a giocare che a chiudersi e pressione psicologica come minimo equamente divisa con l’avversaria. Perché il fatto di avere segnato così tanto in trasferta può essere dipeso anzitutto da questo: meno obblighi di gestione «diretta» della partita e spazi più larghi per sfruttare al massimo le ripartenze che Mazzarri ama insegnare.

Le tendenze Si diceva di una tendenza irregolare nello sfruttare il fattore «campo esterno», verificabile dividendo in tre tranche il campionato. La prima è quella che arriva fino all’11giornata: Udinese-Inter 0-3, ovvero la miglior Inter in trasferta della stagione, superiore anche a quella che ha sbancato Marassi per 4-0 considerando il gioco espresso e non solo il risultato finale. A quei tempi l’Inter viaggiava senza differenza di media punti (due a partita) fra San Siro e gare esterne, ma lontano da casa segnava addirittura il doppio (18-9), soprattutto in virtù dell’anomala scorribanda (7-0) in casa del Sassuolo che «droga» in parte anche il dato assoluto. Dall’inizio di novembre a inizio febbraio le cose si sono capovolte: i punti sono stati pochi in assoluto, ma 10 su 11 sono arrivati a San Siro e il pareggio di Bologna è stato seguito da quattro sconfitte consecutive sui campi di Napoli, Lazio, Genoa e Juventus. Poi, dopo il 3-1 subìto dalla squadra di Conte, la netta inversione di tendenza: in trasferta l’Inter non ha più perso, ha vinto tre volte (Fiorentina, Verona e Samp) e nonostante una partita in meno ha fatto più punti (11-9) che in casa e soprattutto più gol (10-6).

I marcatori Dei cinque migliori marcatori nerazzurri di campionato, soltanto Nagatomo ha segnato più sul prato di casa che fuori (3-2): per Cambiasso e Icardi lo stadio non cambia nulla, visto che hanno equamente diviso le loro marcature, mentre è netta la tendenza al gol lontano da San Siro di Palacio (9-6) e soprattutto Alvarez, che ha segnato le sue quattro reti a Catania, Reggio Emilia, Bergamo e Udine.

In vantaggio L’ultimo dato – a conferma del fatto che l’Inter non soffre il viaggiare – dice che i nerazzurri passano indifferentemente in vantaggio in casa e in trasferta: nove volte in 17 gare a San Siro, nove volte in 16 trasferte, con identica influenza sul risultato finale, visto che in entrambi i casi il trovarsi avanti nel punteggio ha fruttato 21 punti.

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