Intercettazioni, Renzi: «Il governo non ha intenzione di rimettere mano alle norme»

Matteo Renzi press conference, Rome

«A differenza del passato, quando i politici cercavano il legittimo impedimento, ora c’è un governo che dice ai magistrati: prego lavorate». Intervistato fal Tg5 delle 20 il premier Matteo Renzi mette in chiaro la sua distanza dallo stile di Berlusconi e dalle passate tensioni tra magistratura e politica. Al punto da assicurare che «il governo non ha intenzione di rimettere mano alla riforma delle intercettazioni».

«I magistrati devono farsi sentire con le sentenze»
Ma Renzi non rinuncia a sottolineare le ragioni di un uso corretto degli ascolti: certamente «le intercettazioni servono per scoprire i colpevoli», ma «tutti gli affari di famiglia e i pettegolezzi sarebbe meglio non vederli sui giornali. Molti magistrati non passano queste informazioni. Spero che ci sia buon senso da parte di tutti». Per Renzi, che evita ogni riferimento ai magistrati che guidano l’inchiesta di Potenza sul petrolio, «c’è bisogno di dire con chiarezza una cosa semplice: chi è onesto non deve avere paura dei magistrati ma a differenza del passato, quando i politici cercavano il legittimo impedimento, ora c’è un governo che dice prego lavorate… Un magistrato deve farsi sentire attraverso le sentenze. Se c’è qualcuno che ruba voglio saperlo per mandarlo a casa e poi in carcere». Un modo per dire che magistratura e governo stanno dalla stessa parte, e che l’ipotesi di una nuova battaglia tra toghe e politica è da escludere.

Caso Regeni: «Non potemo fermarci che di fronte alla verità»
Poi il premier torna a parlare del caso Regeni, il ricercatore italiano torturato e assassinato in Egitto, per ribadire l’intenzione di andare fino in fondo, senza sconti alle autorità egiziane. «Qui c’è un giovane italiano torturato e ucciso», spiega, e «per rispetto alla sua famiglia e al nostro paese abbiamo il diritto, abbiamo il dovere di conoscere la verità. E non potremo fermarci se non di fronte alla verità, e quella vera, non quella accomodata».

Ddl Boschi «Gigantesco passo in avanti dell’Italia»
Altro tema obbligato dell’intervista è la riforma del bicameralismo, dal momento che domani il ddl Boschi tornerà all’esame in seconda lettura e ultima lettura dell’Aula della Camera. Per Renzi si tratta di «un gigantesco passo in avanti per l’Italia». «Quello che mi emoziona e quasi mi commuove – spiega il premier -è che siamo alla fine del percorso. Ci abbiamo messo sei letture, due anni, dopo che tutti gli altri non ci erano riusciti», rivendica. E, guardando alle opposizioni: «Spero votino, cercare di non far votare il Parlamento è quanto di più antidemocratico ci sia».

«Non dico che tutto va bene, ma se ci proviamo l’Italia si rimette in moto»
Poi, riferendosi all’insistenza con cui chiede agli italiani di non cedere al pessimismo, si difende dall’accusa di essere eccessivamente ottimista rispetto alal crisi. Io, sottolinea, «non descrivo con ottimismo. Dico che l’Italia va meglio di un anno fa. E che nel prossimo anno andremo ancora meglio. Non dico che in Italia tutto va bene ed è risolto ma credo che se tutti ci proviamo, anziché fare polemiche, l’Italia migliora, si rimette in moto. A condizione che si smetta di fare polemica e che ci si metta tutti a lavorare».

Il Sole 24 Ore