Inter, top e flop: Candreva dà la sveglia, Banega play non convince. E il gioco…

Candreva

La sveglia di Candreva, il ritorno al gol di Icardi, una manciata di occasioni e tanta, troppa confusione. L’Inter di oggi è questa: un cantiere aperto in cui il direttore dei lavori De Boer fatica ancora a mettere ordine e a costruire. Ecco perché c’è da trovare una chiave al più presto, i punti persi per strada sono già cinque in due giornate e il calendario offre un’ultima chance “abbordabile” con la trasferta di Pescara alla ripresa dopo la sosta, l’11 settembre, prima della Juve a San Siro. L’appuntamento con i 3 punti non può tardare ancora…
Top: candreva — Approccio, intensità e idee: la prestazione di Candreva deve dare l’esempio ai compagni. A differenza di Perisic, l’azzurro ha aggredito la fascia e sfornato palloni in mezzo all’area: non è un caso che il gol di Icardi sia nato proprio da un suo cross. Inguardabile nella posizione da “terzino” totale nel 3-4-1-2 di Verona, perfetto da esterno destro nel tridente nei 27 minuti giocati contro il Palermo. Quando avrà i 90 minuti nelle gambe, sarà dura per De Boer lasciarlo fuori.
top: icardi — Dopo un’estate di mal di pancia e chiacchiere di mercato, Maurito è tornato a fare quello che gli riesce meglio: segnare. Non succedeva dallo scorso 7 maggio, era importante che l’argentino si sbloccasse. Certo, prima di infilare Posavec aveva spedito clamorosamente fuori con un altro colpo di testa sempre su assist di Candreva, ma la capacità di sfruttare le poche occasioni che gli capitano rimane la sua qualità principale.

flop: banega play — In due giornate ha già cambiato ruolo due volte, e l’impressione è che quella di regista davanti alla difesa non sia la posizione giusta per lui. Nel primo tempo prova ad accendere la luce ma si limita a giocate un po’ troppo scolastiche, e soprattutto, così lontano dagli attaccanti, non può scatenare la vocazione da assistman messa in mostra a Siviglia. La qualità però non si discute: troverà la soluzione del rebus.
flop: il gioco — “Avremmo potuto vincere 4-1”, dice De Boer. Vero, perché nei finali di tempo l’Inter ha creato occasioni e non ha avuto fortuna sotto porta. Detto questo, però, va sottolineato come il gioco abbia seguito trame più istintive che logiche: squadra confusa e poca ampiezza sugli esterni. Se Medel è il più pericoloso in attacco, c’è qualcosa che non funziona.
flop: la condizione — La squadra è indietro di condizione. Eder e Perisic vanno troppo piano, specialmente l’azzurro che sembra irriconoscibile rispetto al giocatore tutto corsa e cuore visto a Euro 2016; i terzini non spingono e in mezzo si fatica ad arrivare prima degli altri. Per la Serie A ci vuole un altro ritmo…

La Gazzetta dello Sport