Inter si gode la vetta, può lottare per titolo

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Mancini ha riportato l’Inter in vetta alla Serie A. Ed il giorno dopo la vittoria sulla Roma, può godersi un primato che porta in testa la sua firma. Dietro il successo sui giallorossi c’è tutta la tattica e la filosofia di gioco manciniana. Il tecnico nerazzurro ha azzardato, cambiato le carte, sorpreso tutti anche Garcia e alla fine è uscito dal campo con i tre punti pesanti come macigni. Ha lasciato in panchina il capitano nonché capocannoniere dello scorso campionato, ha schierato attacco e difesa inediti e ne è uscito vincente. Dopo essersi arrabbiato, innervosito anche con i giornalisti, facendo muro alle critiche e difendendo il gioco poco entusiasmante della sua squadra, ora può sorridere e raccogliere i riconoscimenti. Questa Inter può davvero lottare per lo scudetto.

Anche se Mancini scaramantico, non ne parla ancora apertamente. L’obiettivo imposto dal presidente Thohir neopresidente del Comitato Olimpico Indonesiano, che domani sarà a Milano per una visita lampo di un giorno in cui incontrerà i dirigenti ma non la squadra, resta il terzo posto. Contro la Roma, però, l’Inter ha dimostrato di poter giocare ad armi pari, riscoprendo anche una rosa ampia e competitiva. Il merito maggiore del tecnico è infatti quello di aver saputo gestire i suoi giocatori. Non c’è un undici favorito per Mancini, che finora solo in due partite (contro Fiorentina e Samp) ha schierato la stessa formazione. Ci sono i punti di riferimento, ma cambia spesso.

Il leader indiscusso è sicuramente Medel, un giocatore che ha avuto una crescita esponenziale con Mancini. Corre, lavora di intensità, sa ricoprire più ruoli ed è l’ultimo a gettare la spugna. Si sacrifica in difesa quando necessario senza difficoltà e a centrocampo è una diga. Il gol vittoria alla Roma è il giusto premio per quanto dimostrato in questo campionato. Bene anche Handanovic, sempre più una sicurezza. Il portiere fa della fisicità la sua arma migliore, ma è anche reattivo e ha contribuito concretamente a fare della difesa nerazzurra la meno battuta del campionato. Poi ci sono le scoperte: Brozovic sembrava fuori dal progetto, mentre ora è uno dei migliori; ieri hanno impressionato in positività D’Ambrosio e Nagatomo che sembravano già avere la valigia pronta per gennaio. Kondogbia, costato 33 milioni di euro,invece, viene usato col contagocce. E Ljajic da riserva che era, ha spodestato capitan Icardi contro i giallorossi. Tutti i giocatori sono tenuti sulla corda, obbligati a farsi trovare pronti. La sorprendente esclusione dell’attaccante argentino, unica prima punta dal rosa nerazzurra, sembrava in principio una mossa azzardata. Il rischio però è stato premiato. “È rimasto in panchina per una scelta tattica, non volevamo dare punti di riferimento”, ha spiegato Mancini. Ma è chiaramente anche una conseguenza delle dichiarazioni rilasciate dopo la gara col Bologna, quando si era lamentato di ricevere pochi palloni.

ANSA