Inter, per Mancini è il momento più difficile: e la società lo lascia solo

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Inter senza Roberto Mancini in panchina contro il Chievo mercoledì sera a San Siro. Il tecnico è stato, infatti, squalificato dal giudice sportivo per un turno di campionato per “avere rivolto agli Ufficiali di gara un’espressione irriguardosa; per avere rivolto un epiteto ingiurioso al quarto uomo e per avere indirizzato agli spettatori un gesto insultante”. Alla luce della decisione del giudice sportivo, domani, vigilia della sfida contro i clivensi, l’Inter ha annunciato che parlerà il direttore sportivo Piero Ausilio. Insomma, è un derby da dimenticare per l’allenatore e anche in fretta. Nonostante quel po’ di irritazione ancora viva per la stracittadina, Mancini sta lavorando per rimettere a posto la stagione dei nerazzurri. Il tecnico – dopo aver chiesto scusa per il gesto del ‘dito medio’ – si è preso la notte per riflettere. Ha pensato alla sua Inter, al gioco scricchiolante, al crollo contro il Milan, ai continui cambi di formazione, alla sterilità dell’attacco, alle ultime sei gare nelle quali ha raccolto cinque punti.

Tanti pensieri, altrettanti problemi da risolvere sul campo. Senza dimenticare l’obiettivo terzo posto – di questo passo difficile da raggiungere – che consentirebbe al club di incassare soldi senza dover andare in difficoltà con i conti del bilancio. Tanti sono i nodi da sciogliere e senza una società – solida in tutti i sensi – alle spalle, per l’allenatore ex City diventa piuttosto complicato gestire in solitudine le problematiche di campo che inevitabilmente si intrecciano con quelle della società (vedi mercato). Dopo la debacle contro i rossoneri solo due i dirigenti (Michael Williamson e Robert Faulkner) sono rimasti negli spogliatoi dello stadio per parlare con il tecnico. Il resto del management – probabilmente – non ha ritenuto opportuno stare accanto alla squadra in un momento di difficoltà. Ma tant’è.

E così, il Mancio, dopo aver lasciato il Meazza intorno alla mezzanotte in compagnia di se stesso, ha cercato di riacquistare in parte la serenità perduta. Calma utilizzata in mattinata per parlare alla squadra a margine dell’allenamento:
mercoledì fortunatamente si torna in campo, dobbiamo rialzarci. Dimentichiamo il derby e cerchiamo di tornare a vincere, la sostanza delle parole utilizzate dal tecnico. Un messaggio che trova sponda anche nelle parole di Dejan Stankovic, che a caldo dopo la stracittadina ha sottolineato: “Dobbiamo stare con i piedi per terra e a lavorare. Capitano momenti di difficoltà e lo sappiamo, è in questi momenti che bisogna saper gestire la pressione e uscirne”.

La Repubblica