Inter, Mancini: “Lavezzi a giugno, Touré tabù. E io voglio eguagliare Herrera”

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La questione Sarri finisce qui, stop: “C’è stato il comunicato della società, capitolo chiuso”. Roberto Mancini alla vigilia della sfida contro il Carpi non aggiunge altro dopo la lite di martedì a Napoli. E l’attenzione si sposta su altri temi: il suo futuro, il mercato, la partita contro gli emiliani. “Guarin si è allenato bene in questi giorni, l’ho visto in ripresa – spiega il tecnico -. A Napoli era pensieroso, per quello l’ho lasciato fuori”. L’ha fatto anche stavolta: Guarin non è stato convocato per la gara col Carpi. “Io ho un debole per Fredy – aveva spiegato Mancini -. Però certi giocatori a volte pensano di avere chiuso un ciclo in un club. Se andrà via lo farà per sua volontà e con i soldi che incasseremo cercheremo una soluzione per il futuro. A volte lo critichiamo perché porta troppo la palla, ma lui è importante per il nostro gioco, per la sua fisicità”.

lavezzi — Un altro con la valigia in mano è Ranocchia (più probabile che lasci Milano giovedì, dopo la gara di Coppa Italia contro la Juventus). “Se andrà alla Sampdoria come sembra, decideremo cosa fare sul mercato – spiega Mancini – perché dietro comunque abbiamo le soluzioni D’Ambrosio e Medel. Insomma, abbiamo i numeri per poter andare avanti anche così a differenza del centrocampo. Rolando? Non credo sia una strada percorribile, noi cerchiamo una soluzione in prestito gratuito”. Il tecnico nerazzurro invece apre scenari su Lavezzi: “Avevo già provato a prenderlo una volta qui all’Inter e una al City, prima che andasse al Psg”. Sembra la volta buona, questa: “Può darci una grossa mano, però credo che sia possibile più per luglio”. Anche se il mercato in entrata per adesso è bloccato, c’è comunque la consapevolezza di poter stare lassù. “Il passaggio a vuoto con Lazio e Sassuolo non ci voleva, non meritavamo di perdere – commenta -. Non abbiamo mai incontrato una squadra superiore a noi negli scontri diretti, sappiamo che possiamo stare lassù. Siamo l’Inter e anche per questo dobbiamo e possiamo stare in alto”.

jovetic-icardi — Domani arriva il Carpi (due vittorie consecutive in A e prima il pareggio di Roma contro la Lazio) che corre per restare in A. “È la classica partita pericolosa perché pensi di essere favorito – spiega Mancini – e invece devi restare più concentrato del solito e partire subito bene all’inizio. I diffidati visto che poi ci sarà il Milan? Pazienza se uno verrà ammonito, sicuramente non si perdono le gare perché manca un giocatore”. Torna come sempre il ritornello Jovetic-Icardi sì o no: “Prima o poi troveranno l’intesa, magari ci sarà bisogno di più tempo però alla fine quello che conta è vincere le partite. Non è un problema di modulo, è sempre meglio poter giocare con più elementi offensivi. Però bisogna saper difendere e l’equilibrio è importante. Ljajic si sacrifica, anche Perisic lo fa, fanno un gran lavoro. Non abbiamo uno come Eto’o del Triplete, ma lui aveva forza, sapeva dove posizionarsi”.

addio? — Il futuro del Mancio è la squadra di Castori (200 panchine nerazzurre in A per il tecnico interista), ma le voci su un addio a fine stagione iniziano a rimbombare. “Sono vicino a Herrera come panchine, vorrei cercare di prenderlo. Non rifletterò sulla possibilità di andarmene. Preclusioni per la panchina dell’Italia? Non conosco Tavecchio e Lotito, sarebbe sbagliato avere preclusioni. E comunque non sono mai stato avvicinato da nessuno per l’Italia. Il Chelsea? Sono cose premature, non c’è nulla, non c’è mai stato niente. Ora pensiamo al prossimo anno, semmai quando i contratti scadranno… (nel 2017, ndr)”.
touré — Chiusura sul mercato. Prima Yaya Touré, la cui posizione al City sembra diventata fragile. “Non credo sia possibile parlare di questo adesso – spiega Mancini -, ma nel mercato del futuro può accadere di tutto. Sarà un grandissimo giocatore ancora per diversi anni nonostante l’età. Ma ora è una cosa impossibile”. Poi su un acquisto immaginario, uno che farebbe migliorare la squadra subito, in tempo zero: “Si migliora col tempo, stando insieme. Se poi possiamo aggiungerci qualcuno, sarà ancora meglio. Se troviamo Messi e possiamo comprarlo, tanto meglio…”. Chiusura col sorriso. Nel calciomercato i sogni non hanno prezzo.

La Gazzetta dello Sport