Inter, Mancini in silenzio dopo la Juve. Ausilio: “Approccio inaccettabile”

MANCINI

“Quella di oggi è una sconfitta molto dura, un po’ per la forza della Juve e un po’ anche per colpa nostra. Però è arrivato il momento di dare qualcosa in più, la squadra deve assumersi una grande responsabilità e dare da qui alla fine tutto quello che ha”. A parlare non è Roberto Mancini ma Javier Zanetti: il tecnico nerazzurro infatti resta in silenzio dopo il k.o. dell’Inter a Torino con la Juve, “perché stava male già prima e ha perso la voce”, come spiega lo stesso argentino. Ma le parole più dure arrivano da Piero Ausilio, ds nerazzurro, che punta il dito contro i giocatori: “Noi vorremmo che tutti facessero un esame di coscienza – dice in conferenza stampa -. Lo fa la società, lo fa Mancini, anche con noi, vorremo che lo facessero anche i giocatori, perché non possiamo appellarci sempre ad episodi. È il momento di alzare l’asticella, bisogna capire che indossare la maglia dell’Inter vuol dire tante cose, prima di tutto vuol dire avere delle responsabilità. Non credo che ci sia bisogno di misure speciali o di minaccia, ma bisogna cambiare marcia”.

dare tutto — Prima di Ausilio, ai microfoni di Mediaset Premium aveva parlato Javier Zanetti, vice-presidente nerazzurro. “Bisogna tornare essere solidi e ad avere certezze, poi pensare partita dopo partita – dice Zanetti -, è l’unico modo per uscire da questo momento, che purtroppo dura da un po’. La squadra fino a Natale era solida e questo ci ha permesso di arrivare primi in classifica fino ad allora. Non solo la difesa, tutta la squadra era solida: ora dimostriamo quello che abbiamo dentro e tiriamo fuori la grinta che serve per superare momenti come questo. Differenze con la Juve? Dobbiamo migliorare tanto, loro sono solidi, organizzati e con personalità, noi siamo venuti qui cercando di poter fare una gara alla pari, ma la forza della Juve all’inizio e i nostri errori nel finale hanno fatto il resto. In questo momento la differenza di punti in classifica si vede anche sul campo”.

ausilio — Molto più duro, invece, l’intervento di Piero Ausilio, ds nerazzurro, che dice: “E’ una sconfitta che fa male ma va anche contestualizzata la situazione. Qui a Torino hanno perso tutte le grandi, non è una giustificazione ma non sono questi i punti persi da noi. Al di là dei primi dieci minuti avevamo fatto un ottimo primo tempo mentre non mi è piaciuta per niente la ripresa dove siamo entrati senza concentrazione e a questo livello, per chi indossa questa maglia, non è accettabile. Troppi cambi di modulo? I sistemi nel calcio contano poco, contano molto di più lo spirito e la personalità. Oggi noi e la Juve abbiamo giocato con lo stesso modulo, dovevamo vincere qualche duello personale, soprattutto sugli esterni”. Quando il discorso si sposta sul mercato, e gli si chiede se non sarebbe stato meglio prendere un regista a gennaio, Ausilio spiega: “Le cose che abbiamo fatto sul mercato, sia in estate che a gennaio, sono state concordate con il tecnico. Quel tipo di giocatore è difficile trovarlo e quei pochi che ci sono non te li vendono o li cedono a prezzi per noi improponibili. Questa è la squadra, noi siamo questi, comprare tanto per farlo non serve a niente. A calcio si può giocare anche senza un regista se si fanno determinati movimenti: questa sera anche con un regista non è detto che avremmo vinto. Se è fondamentale il terzo posto anche per il mercato? Avere o non avere la Champions cambia ma una società non può pensare di impostare una propria progettualità solo sulla certezza di giocarla o non giocarla. Noi in Italia parliamo tutti del terzo posto pensando che garantisca la partecipazione ai gironi ma se andiamo a vedere negli ultimi anni le squadre arrivate terze sono sempre state eliminate ai preliminari, quindi bisogna lottare adesso ma, nel caso, anche dopo aver raggiunto il terzo posto”.
inc…to nero — E Ausilio rincara la dose ai microfoni di Sky Sport: “La classifica si commenta da sola – attacca il ds dell’Inter -. Non so quale altra squadra abbia perso così tanti punti. Non sono i punti persi allo Juventus Stadium il problema, il problema sono quelli persi con le altre squadre. Non penso nemmeno che la classifica dell’Inter sia questa. Dobbiamo tirarci su le maniche e pedalare. Deluso è poco, sono incazzato nero. Sento parlare di regista, ma non possono mancare altre caratteristiche: la qualità tecnica, la personalità, il sacrificio e le palle. Se Mancini mi soddisfa? Ho parlato solo dei giocatori e della loro personalità. Abbiamo un progetto con Mancini, questa è la strada. Con lui costruiremo questa e l’Inter del futuro”.

a Gazzetta dello Sport