Inter, Icardi non ce la fa: lascia il ritiro

MANCINI

E’ la partita delle partite. E’ la notte delle notti: vincere per sperare nel terzo posto, il resto può dare i brividi e una mazzata a una stagione che pareva fulminante e che invece rischia di non brillare più. Alla vigilia di Roma-Inter, Icardi si è dovuto arrendere: ha lasciato il ritiro dopo aver provato questa mattina sul campo e con esercizi specifici ma lo staff medico ha consigliato che non fosse appropriato far parte del gruppo. Non partirà per Roma come si era ipotizzato per stare vicino alla squadra da capitano: il numero 9 preferisce lavorare nei prossimi due giorni ad Appiano. Mancini appare comunque tranquillo: “Gli occhi dei giocatori? Sanno che è una partita importante, non so se può essere decisiva, ci sono molti punti e sarebbe importante vincere. La Roma è partita per vincere il campionato, assieme a Juve e Napoli era fra le più forti; adesso ha recuperato, ha dei valori, gioca da anni con quasi gli stessi uomini. Ma dentro una partita può succedere di tutto, a prescindere chi sia più forte o no”.

BROZO HA LA TESTA — “Kondogbia sta abbastanza bene, verrà a Roma poi vediamo se utilizzarlo o meno. Brozovic ha detto che ha un po’ male la testa, gli ho detto che almeno ce l’ha ma sta abbastanza bene. Eder? Da quando è arrivato ha sempre giocato bene, sa come ci si muove, l’unica sfortuna è che non ha ancora fatto gol, e non ho capito le critiche nei suoi confronti. È’ vero che l’abbiamo preso per fare gol ma siccome i gol li ha sempre fatti magari inizia domani…”.
FARE IL MASSIMO — “Rammarico? Per come siamo andati nel girone d’andata è aver perso tanti punti in quei mesi, a volte nemmeno meritando. La posizione nostra è quella che volevamo all’inizio perché dall’inizio sapevamo che c’erano squadre più forti. Se ho trovato la quadratura del cerchio? Di solito si dice quando uno vince, il risultato cambia tutto, la verità è che prima non è che abbiamo sempre cambiato modulo… Un pareggio con la Roma? Le squadre scendono in campo per fare il massimo”.
CONTRATTO E LJAJIC — “Contratto in scadenza? No, non è un problema. Le vecchie partite con la Roma? Tutte gare da ricordare, domani ci ritroviamo di nuovo, spero che è che il risultato sia lo stesso… Perisic? Doveva conoscere il campionato italiano, tanti grandi campioni hanno avuto bisogno di mesi per ambientarsi, penso che possa migliorarsi ancora, gli chiedo sempre di lavorare per la squadra, sta facendo tutto quello che pensavamo potesse fare. Totti? Credo non abbia bisogno dei miei consigli, ha 40 anni… No so quello che pensa. Ljajic? O farà una gran partita o farà una partita da m…: di solito quando uno torna in quella situazione fa o l’una o l’altra cosa.
DZEKO E SPALLETTI — “Dzeko? Stesso discorso di Perisic: arriva in Italia e non è abituato alle marcature. Biabiany? Potrebbe essere importante anche a gara in corso. In caso di sconfitta? Diverrebbe difficile ma ci sono tanti punti, io con la Lazio ne ho vinti e anche perso con tanti punti di distacco. Spalletti cosa ha cambiato? So io arrivati due uomini in più ma la squadra è quella, partita o per vincere. Luciano conosce l’ambiente di Roma e il cambio di allenatore di solito porta qualcosa, un valore aggiunto ma anche Garcia era un allenatore bravo. Il ranking Uefa? È’ un momento così. Super lega? Non so cosa potrà accadere”.

La Gazzetta dello Sport