Inter: due squilli. Champions Buio Napoli, ride la Juve

ICARDI

Fossimo in Guardiola, inizieremmo a preoccuparci. È un periodaccio per il tiki taka, per chi cerca di imporre il gioco palla a terra e ragnatela di passaggi. L’Atletico Cholista ha fatto fuori il Barça, il Leicester tutto difesa e contropiede domina in Inghilterra, ora il Napoli di Sarri cade sotto i colpi di un’Inter che, almeno nel primo tempo, Mancini imposta a immagine e somiglianza delle creature di Simeone (botte comprese) e Ranieri. Due a zero per l’Inter, Juve che domani può scappare a più 9. Due gol frutto di verticalizzazioni improvvise, porta blindata grazie a un presidio totale della propria metà campo, con raddoppi puntuali e meccanismi oliati.

INTER TARDIVA — Aggiungeteci un Icardi in gran forma (e decisivo, ma questa è un’abitudine), uno Jovetic con più luci che ombre (e persino qualche dialogo col centravanti), e una difesa quasi perfetta: ci sarebbe quasi da nutrire fiducia per il futuro. Peccato solo, per gli interisti, che siamo a metà aprile. Una delle migliori Inter della stagione si porta temporaneamente a -3 dal terzo posto: certo, la Roma non pare in parabola discendente, ma rispetto all’inverno dello scontento nerazzurro sono passi avanti. E il Napoli? Ahi, Higuain: cosa hai fatto? Senza il Pipita, quando l’avversario non è il Verona, è dura: stasera il sostituto Gabbiadini ne vede poche, e non tira mai.

I GOL — Nel nome di Icardi: un gol, seppur con un piede e mezzo in fuorigioco, un assist, tanto movimento e molti più palloni toccati del solito. Si sa che gliene può bastare anche uno: e infatti al primo sta già esultando. Lancio di Medel, il guardalinee Padovan non vede la gamba di Maurito oltre Hysaj, Icardi stoppa e infila, con semplicità e freddezza. Quattro minuti, ed è già 1-0. C’è la zampa dell’argentino anche nel 2-0, che chiude il primo tempo. Stavolta lancia Jovetic, lui prolunga al volo, Brozovic sembra allungarsela, invece anticipa Reina in uscita.

TUTTI SU — Quando segni al primo minuto, e ti appresti a recitare il ruolo dell’Atletico Madrid, le cose si mettono bene. Niente specchio, Mancini prepara un 4-2-3-1 raccolto, con Jovetic dietro a Icardi e Brozovic (altra partita di livello superiore) e Perisic pronti a correre per ripartenze veloci. I due mediani, Medel e Kondogbia, raddoppiano sugli esterni. Il Kondo, poi, è in versione deluxe, quella che sembrava rimasta in un caveau a Montecarlo. L’Inter sta dietro, non sbanda, per mezz’ora rilancia lungo e basta, poi inizia a meritarsi quel vantaggio con azioni di contropiede ben congegnate. Da un dribbling di Kondogbia parte quella chiusa da un cross di Brozovic e un colpo di testa di Perisic. Fuori di poco, ma applausi convinti: esteticamente, in stagione, non si è visto tanto di meglio. Dietro poi, domina Miranda: l’Inter rischia nel primo tempo su un filtrante di Strinic (Murillo mette giù Gabbiadini), il resto sono tiri da fuori (due parati da Handa).
RESA NAPOLI — Il Napoli molla dopo il 2-0, prima aveva mostrato le solite pregevoli geometrie, ma senza sbocchi. Sarri toglie presto Insigne, e Mertens non gli dà ragione, Koulibaly evita sulla linea che un pasticcio di Reina si trasformi in un gol in pallonetto di Jovetic. I terzini spingono poco, la curva napoletana si spegne: a Milano si è probabilmente fermata, definitivamente, la corsa scudetto.
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