In nove mesi più di 400 mila posti di lavoro diventano fissi

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Nei primi mesi dell’anno sono 906.044 i posti di lavoro a tempo indeterminato che si sono creati con gli sgravi contributivi. E’ quanto emerge dalle tabelle dell’Osservatorio sul precariato dell’Inps. Le cessazioni dei rapporti a tempo indeterminato sono aumentate di poco(+25.889), mentre la variazione netta dei contratti a tempo indeterminato risulta “fortemente positiva” (+469.393) e nettamente superiore a quella registrata per il corrispondente periodo dell’anno precedente (+98.046). Le assunzioni a tempo indeterminato che hanno usufruito degli sgravi sono state 703.890, mentre le trasformazioni sono state 202.154. Il saldo tra le assunzioni e le cessazioni sfiora le 600mila posizioni. Ciò che è “rilevante” è il confronto con l’analogo valore per l’anno precedente, pari a 310.595 unità: “Il miglioramento è dunque prossimo alle 300mila unità”. Se si guarda alla distribuzione sul territorio, si scopre che le assunzioni a tempo indeterminato risulta superiore alla media nazionale (+34,4%) in Friuli-Venezia Giulia (+82,0%), in Umbria (+59,6%), in Piemonte (+54,4%), nelle Marche (+52,8%), in Emilia-Romagna (+50,1%), in Trentino-Alto-Adige (+48,7%), in Veneto (+47,8%), in Liguria (+46,0%), nel Lazio (+41,1%), in Lombardia (+39,0%), in Basilicata (+35,9%), in Sardegna (+35,4%) e in Toscana (+34,9%). I risultati peggiori si registrano nelle regioni del Sud: Sicilia (+10,8%), Puglia (+15,8%) e Calabria (+17,1%).

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