In Europa l’ex sindaco ha una strada obbligata

Letta, se avanti Cottarelli commissario a "spending"

Quando nel 2011 sembrò ai mercati che quella promessa si stesse annacquando, lo spread dei nostri titoli pubblici salì sino a 575 punti, portandoci nuovamente sull’orlo della bancarotta. Nel tentativo di evitare il baratro che di nuovo si stava profilando all’orizzonte, fu lo stesso Parlamento che, per rendere credibile il rinnovo della promessa, decise di inserire nella Costituzione il vincolo del pareggio di bilancio, vincolo ben più stringente di quello europeo del 3% che ora è inserito anche nel fiscal compact.
Come finanziare allora gli 80 euro mensili promessi da Renzi alle fasce dei lavoratori più deboli senza fare nuovo deficit? Non certo tassando i risparmi della vecchietta (Delrio) o le pensioni da 2.000 euro lorde (Cottarelli). Saremmo al paradosso: daremmo 80 euro in più al lavoratore che guadagna meno di 1.500 euro al mese togliendole al pensionato che guadagna sempre meno di 1.500 euro al mese.
Cottarelli indica che per quest’anno si possano ancora tagliare 5 miliardi dei 7 da lui previsti su base annua, ma per arrivare a tanto occorre sommare i risparmi previsti per tagli condivisibili (acquisto di beni e servizi, riduzione degli stipendi dei dirigenti, contributi di solidarietà per le vere pensioni d’oro, diciamo dai 5.000 euro netti mensili in su, abolizione province ed enti inutili, costi della politica e, molto importanti, i trasferimenti alle imprese, compresi gli incentivi a fondo perduto, sia dello Stato, sia delle Regioni) e altri meno condivisibili. Tra questi ultimi rientrano non solo gli interventi sulle pensioni di 2-3 mila euro, ma anche gli eventuali piani di licenziamento di dipendenti pubblici e di ulteriori blocchi degli stipendi pubblici.
Il guaio è che, anche ipotizzando che nel 2014 si riesca ancora a fare tagli per 5 miliardi indicati da Cottarelli, mancano ancora 2-3 miliardi. Questi potrebbero essere trovati dal taglio degli stipendi dei dirigenti statali, che lo stesso Cottarelli ha dimostrato essere 12,6 volte il reddito pro capite, contro le 5 volte in Germania. Infine, Palazzo Chigi costa 3,11 miliardi: non sarebbe opportuno che Renzi facesse anche a casa sua un’accurata spending review?

L’Unione Sarda