Imu pesante sulle seconde case A Roma l’aliquota massima

TASSE IMU 3

L’Imu sulla prima casa, oggetto di numerose campagne elettorali da parte del centrodestra, è stata cancellata ma solo in parte. Si continuerà a pagarla su oltre centomila immobili (107.278). L’imposta infatti si applica ancora su ville, appartamenti di pregio artistico e di tipo signorile e sui castelli. Ovvero su quegli immobili classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

Oltre a questi casi specifici, sopravvive sulle seconde abitazioni, su fabbricati, terreni, aree fabbricabili, a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa.

Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l’abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.

Chi non paga l’I mu per legge – Oltre all’abitazione principale non si applica anche: agli immobili di proprietà delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibiti ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari; ai fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali; alla casa coniugale assegnata al coniuge dopo la separazione legale, l’annullamento o lo scioglimento del matrimonio; ad un unico immobile posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e dal personale appartenente alla carriera prefettizia.

Chi non paga l’Imu se lo decide il Comune – La casa data in comodato a un parente di primo grado che la utilizza come abitazione principale e con un ISEE non superiore a 15.000 euro annui. La casa di un anziano o disabile che acquisisce la residenza in istituti di ricovero a causa di ricovero permanente, a condizione che l’immobile non venga affittato.

Il caso della multi proprietà – Il versamento dell’Imu va effettuato da chi amministra il bene. Questi è autorizzato a prelevare l’importo necessario al pagamento dell’imposta dalle disponibilità finanziarie comuni attribuendo le quote ai vari titolari con addebito nel rendiconto annuale.

Il caso di chi abita all’estero – L’Imu non va pagata nemmeno dai cittadini italiani che risiedono all’estero purchè questa non sia affittata.

Come si calcola l’imposta – La base imponibile è data dalla rendita catastale dell’immobile, rivalutata del 5% e moltiplicata per: 160 per i fabbricati di categoria A (esclusi gli A/10) e C/2, C/6 e C/7; 140 per i fabbricati di categoria B e C/3, C/4 e C/5; 80 per i fabbricati A/10 e D/5; 65 per i fabbricati D (esclusi i D/5).

L’aliquota – Quella base per le seconde case è del 7,6 per mille ma i Comuni possono aumentare fino a 10,6 per mille o diminuirla a 4,6 per mille mentre per le abitazioni locate fino a 4 per mille. A Roma, in assenza di delibera si dovrebbe applicare l’aliquota del 2013, cioè il 10,6 per mille. Per gli immobili di lusso come abitazione principale l’aliquota è del 4 per mille e i Comuni possono portarla al 6 per mille o ridurla al 2 per mille. I Comuni possono ridurre l’aliquota di base fino al 4 per mille per gli immobili locati. La Confedilizia ha chiesto che venga stabilito per legge. Per l’abitazione principale di lusso e per le relative pertinenze, c’è una detrazione di 200 euro.

Un esempio – Un’abitazione affittata con rendita catastale di 1.000 euro, considerando l’aliquota Imu a Roma che, al momento, è quella già applicata l’anno scorso e cioè il 10,6 per mille, andrà a pagare come acconto 890,40 euro. Ecco il calcolo: la rendita catastale considerata, rivalutata del 5% e moltiplicata per il coefficiente 160 delle abitazioni, genera una base imponibile pari a 168.000 euro su cui applicare l’aliquota del 10,6 per mille: il risultato è di 1.790,80 euro che diviso per due (il 50%) da 890,40 euro).

La somma massima di Imu-Tasi non può superare il 10,6 per mille. Tuttavia, per il 2014, tale tetto può essere superato dai Comuni di uno 0,8 per mille a condizione che siano finanziate le detrazioni.

Come si paga – Il versamento dell’acconto può essere effettuato con il modello F24, con l’apposito bollettino postale oppure con la procedura di compensazione dei crediti.

Scadenze – L’acconto pari al 50% dell’imposta dovuta, entro il 16 giugno, il saldo entro il 16 dicembre. È possibile versare l’imposta per tutto l’anno in unica soluzione entro il 16 giugno.

IL TEMPO