Impegno di Delrio sulle grandi opere: lavoro con Cantone serve trasparenza

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ROMA In bicicletta. E’ arrivato così Graziano Delrio al ministero delle Infrastrutture. Bicicletta con pedalata assistita, per fortuna: perchè se la bici è una metafora, la pedalata veloce fa sperare che il programma di Delrio – fare presto: «I lavori per le opere piccole e grandi vanno fatti, completati, accelerati» – riesca a concretizzarsi.
ACCENTRAMENTO
Dal palazzone di Porta Pia, sede dello scandalo Incalza che il governo Renzi ha bisogno di cancellare dalla memoria e punta sull’affidabilissimo Delrio per questo obiettivo, si gioca buona parte della «crescita italiana», come dice il neo-ministro. Il quale con poche parole riassume la morale di questa importante ripartenza: «Questo Paese deve vincere la scommessa di mostrarsi a tutta l’Europa credibile sui lavori pubblici, sulle ricostruzioni, sulla lotta alla corruzione, sulla trasparenza». Ecco, l’Italia lenta e opaca allontana gli investitori stranieri e disgusta i cittadini italiani. Questo il governo lo sa benissimo e l’importanza che attribuisce al ministero di Porta Pia ne è la riprova. Oltretutto, in tempi di Expo, e con le difficoltà che l’Expo sta creando e con il rischio di vanificare la grande occasione rappresentata da questo super-evento, Renzi non poteva puntare a una sostituzione light di Lupi: doveva inserire in questa casella governativa una figura molto rappresentativa della sua politica. Ed eccola qui: si tratta di Delrio che ieri, al ministero, non è arrivato con tutti i nove figli che può vantare – sennò sarebbe potuta apparire una nuova Breccia di Porta Pia – ma tre di loro, più un amico, hanno accompagnato (non in bici) il papà nel suo nuovo ufficio. Dove seguirà alcuni dossier – quello dell’Expo in primis – di cui già si stava occupando come sottosegretario a Palazzo Chigi. La trasparenza è la priorità che egli ha subito indicato. Delrio ha già parlato con Raffaele Cantone – presidente dell’Autorità anti-corruzione – e mercoledì lo incontrerà per «rafforzare tutti i meccanismi di controllo» e comunque: «Bisogna lavorare in maniera trasparente, prendere decisioni condivise, con elementi a conoscenza di tutti».
UOMO-MACCHINA
Delrio è un uomo-macchina. Abituato, da sindaco, al contatto stretto con il territorio – «Anche Renzi è così», spiega il neo-ministro – e come primo annuncio di una visita operativa ha fatto quello relativo all’Aquila terremotata: «Sia Renzi sia io andremo presto in questa città per renderci conto direttamente di come sta andando la ricostruzione».
Quanto all’organizzazione interna del ministero. Occhio a una serie di novità. La struttura tecnica di missione, organismo al centro dell’ultimo scandalo, diretto da Ercole Incalza prima che andasse in pensione, non verrà abolita – informa Delrio – ma ancora non si è deciso a chi affidarla e le sue funzioni verranno ridefinite. Al ministero di Porta Pia, quello delle grandi ma anche delle piccole opere, andranno anche le unità di missioni sul rifacimento degli edifici scolastici e sul dissesto idrogeologico.
Delrio fa un discorso politico semplice e che vorrebbe trasmettere serenità agli italiani che non si sono fatti una buona opinione di questo luogo del potere: «Bisogna fare in modo che i preventivi dei lavori corrispondano alla spesa finale, come si fa nelle case. Io farò così, come ho sempre fatto da sindaco. I soldi pubblici sono come i soldi privati. Anzi vanno trattati con una cura ancora maggiore».

IL MESSAGGERO