Immobile: puntiamo in alto

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Aria da guaglione, Immobile si presenta alla Lazio con il 17 sulle spalle, alla faccia della napoletana scaramanzia: «Spero di poter fare come Tare». Ride, l’attaccante, quello stesso numero lo indossava proprio il ds biancoceleste che ora scommette su di lui: «Abbiamo grandi aspettative – dice Igli – Spero trasmetterà ciò che serve per vincere qualcosa di importante». L’eredità più pesante, però, gliel’ha lasciata in dote Klose: «Dopo essere stato etichettato come l’erede di Lewandowski e Bacca, stavolta spero di fare bene. Miro ha lasciato un bel ricordo ed è un grande campione, è giusto che il centravanti della Lazio abbia grandi responsabilità». E’ stato Lotito in persona ad affidargli l’arduo compito: «I primi contatti ci sono stati durante l’Europeo, con qualche battutina con il presidente, lì si è creato questo feeling».

Tra oneri e onori, la summa della sua carriera, ché ne dica Keita: «La Lazio è un punto di arrivo e deve ambire ad arrivare il più in alto possibile in campionato e alla Champions – racconta Immobile – Ed è importante anche per la Nazionale, ora che sono in Italia il ct Ventura può vedermi meglio». Per la punta ex Torino ieri il primo allenamento in biancoceleste a Formello, dove il tecnico Inzaghi ha riabbracciato i nazionali dopo le vacanze: si rivedono Marchetti, Biglia, Parolo mentre Candreva si allena a parte. Per loro – e per chi non ha giocato con il Brighton – doppia seduta anche oggi (tutti gli altri in campo alle 18). Lavoro differenziato per il neo acquisto Wallace, qualche problema fisico per Patric, Djordjevic e Radu: nei prossimi giorni svolgeranno accertamenti strumentali.

IL TEMPO