Immigrati, a Roma scontri e alta tensione anche all’Infernetto

scontri infernetto

La tensione anti-immigrati da Tor Sapienza si è spostata all’Infernetto, quartiere a due passi dal mare di Ostia. Cinque i ragazzi egiziani, tutti minorenni, ieri sono stati denunciati dalla polizia per rissa aggravata e danneggiamenti. Sarebbero loro ad avere animato, martedì sera, l’assalto a colpi di spranga a un gruppo “rivale” all’interno del centro “Le Betulle” che da venerdì ospita anche diciassette transfughi della guerriglia di Tor Sapienza. Ieri mattina il Municipio del litorale ha provato a contrattare con l’assessore capitolino ai Servizi Sociali Rita Cutini il loro trasferimento immediato, ma senza successo. Nel pomeriggio, infatti, arriva la nota ufficiale del Campidoglio che gela le aspettative di chi nel comprensorio si è già mobilitato per manifestare contro la presenza degli immigrati. L’appuntamento, dopo il sit-in spontaneo di domenica mattina, è per un corteo organizzato sabato pomeriggio. «Nessuno spostamento di ospiti da un municipio all’altro, o da una struttura all’altra, tantomeno dall’Infernetto», afferma in poche righe l’assessorato al Welfare. Pur ripetendo che «la permanenza dei ragazzi nel centro sarà provvisoria». Eppure il sindaco Ignazio Marino domenica pomeriggio in una visita a sorpresa alle Betulle aveva assicurato ai cittadini assiepati all’esterno: «I ragazzi lasceranno l’Infernetto entro un paio di giorni». Ma pare che finora il Campidoglio non sia riuscito a trovare altre strutture, case-famiglia, disponibili ad ospitare i profughi di Tor Sapienza.
Il centro di via Salorno, da ieri, è presidiato dalle camionette del reparto mobile della polizia. Davanti alle Betulle il via vai dei residenti non si ferma. Il clima è quello della paura e del sospetto: «Non ci credo che dentro vi siano solo ragazzini spaventati», dice Mario, un rappresentante del comitato di quartiere. Gli operatori interni (anche uno di loro è rimasto ferito nella rissa) hanno messo su un servizio di vigilanza. All’ingresso sono schierati body-guard che parlano arabo.
PERIFERIA ANOMALA
A loro e alla polizia il compito di contenere la rabbia di un quartiere a due facce, una periferia anomala rispetto a Tor Sapienza e a Corcolle, i sobborghi del degrado dove erano deflagrate nelle settimane scorse le prime rivolte anti-immigrati. Perché l’Infernetto è una zona residenziale, con le villette a schiera del ceto-medio che ha popolato quest’area verde di Roma Sud a cinque chilometri dal mare fin dai primi anni ’60. Case che oggi fanno da contorno alle dimore da sogno di attori, dirigenti d’azienda e calciatori. Da Massimo Troisi a Maurizio Arena, da Walter Chiari ad Aldo Fabrizi. Negli ultimi anni sui terreni di questo ex quartiere agricolo, bonificato dalle paludi alla fine dell’Ottocento, hanno scelto di abitare tanti giocatori della Roma, da Miralem Pjanic a Philippe Mexès. E da queste parti, al confine con Casal Palocco, si è trasferito anche mister Rudi Garcia. Un mondo a parte, fatto di lusso e sfarzi milionari, che convive con le case abitate dagli immigrati: cingalesi e romeni, arrivati qui dopo il boom edilizio degli anni ’90, e ora rimasti in larga parte senza lavoro. Uno di loro, uno srilankese di 32 anni, tre anni fa perse la vita in un seminterrato dopo uno dei tanti allagamenti che colpiscono la zona ogni volta che piove.

Il Messaggero