Immenso Pogba, turbo Juve: chievo battuto

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Era tutt’altro che facile. Un po’ perché il Chievo aveva impostato una partita tatticamente intelligente, difendendosi alto e bene. Un po’ perché la Juventus stava perdendo il filo, fra imprecisione e confusione sulla trequarti. Ma se puoi permetterti il lusso di schierare Paul Pogba, c’è un momento in cui tutto si semplifica come con una carta di credito ben coperta. Risolve il francese con due invenzioni (una sfruttata da Lichtsteiner) e cancella un primo tempo scialbo. Ha vinto il più forte. Frase che funziona sia se applicata a Pogba medesimo, che alla Juventus che, nella ripresa, si dimostra comunque un animale da campionato. Perché è vincendo partite come queste, vischiose trappole da zero-a-zero, che si fa la differenza alla fine.

QUANTI CROSS – La Juventus inizia frizzantina e solare come la luminosa giornata torinese. Tutti sembrano essere ispirati e nel quadro generale spiccano la determinazione di Marchisio e la fantasia di Pogba. Poi va spegnendosi in un fritto misto di imprecisione e disorganizzazione offensiva: Tevez e Morata faticano a trovare le distanze, nonostante l’impegno, Pereyra è vivace, ma non incisivo. Il risultato sono 17 tiri verso la porta del Chievo, ma solo tre nello specchio e, a parte un colpo di testa di Chiellini, nessun vero pericolo per i gialloblù. Singolare, inoltre, che proprio nel giorno in cui Fernando Llorente siede in panchina lo sviluppo del gioco offensivo avvenga con un numero di cross alti dal fondo decisamente superiore alla media. Uno stravagante controsenso tattico che complica il rompicapo offensivo nel quale si è attorcigliata la Juventus. L’unica emozione finisce così per essere la tonante capocciata fra Evra e Frey che vede il clivense lasciare il campo in barella con una ferita profonda e il collare.

POLPO GIGANTE – La ripresa inizia sullo stesso spartito. Cambia un po’ l’intenzione della Juventus, un po’ più decisa. Ma per risolvere la questione si ricorre al solista: scocca il 15’ minuto, quando Pogba prende palla dal limite, punta la porta scarta di lato e lascia partire una fucilata sul primo palo che fulmina Bizzarri. E’ bastato un lampo del francese per cambiare tutto e, ahimè, dimostrare che Pogba non è roba da campionato italiano. Non adesso, per lo meno. Anche perché passa un quarto d’ora e al 29’ è ancora un numero di Pogba (che controlla un palla in area arpionandola a un metro e mezzo di altezza) che innesca il gol di Lichtsteiner: il tiro del Polpo viene respinto corto da Bizzarri, arriva da dietro lo svizzero ed è 2-0. Pratica archiviata da una Juventus che, nel frattempo, è passata a un contiano 3-5-2, proprio con l’inserimento di Lichtsteiner al posto di un Vidal calcisticamente spento, ma emotivamente fin troppo acceso. L’ultimo quarto d’ora è accademia: Morata cerca disperatamente di lasciare un segno, Tevez ha tirato i remi in barca pensando ai prossimi sforzi, Pogba si limita a qualche pennellata, tipo l’artista che cerca il tocco finale. E’ già tempo di pensare a Parma-Juventus di Coppa Italia, mercoledì ore 21.

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