Il Viminale manda i migranti al Nord

IMMIGRAZIONE: SBARCHI SENZA SOSTA A LAMPEDUSA, TRE IN ARRIVO

Riprende la corsa contro il tempo per salvare e trovare un alloggio temporaneo ai migranti che attraversano il Mediterraneo. Quello appena passato, infatti, è stato nuovamente un fine settimana da bollino rosso: nelle ultime quarantotto ore sono stati tratti in salvo 5.800 migranti che navigavano alla deriva su 30 barconi diversi, tutti rintracciati dalla Capitaneria di porto, dalla Marina militare e dalle imbarcazioni civili. Circa 3.700 persone sono state salvate e portate tra la Sicilia e Reggio Calabria ieri sera, ma almeno altre 2 o 3.000 sono state localizzate in mare su 8 barconi e 5 gommoni e dovrebbero toccare terra nelle prossime ore, al più tardi entro oggi. La cifra finale potrebbe sfiorare le 7.000 unità.
LA CIRCOLAREImpossibile per il Viminale non prendere provvedimenti immediati. Questa mattina sarà emessa una nuova circolare per distribuire 10mila persone. E stavolta, il ministero dell’Interno è pronto a forzare la mano alle amministrazioni del Nord. Nelle scorse settimane, il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione aveva già inviato ai prefetti una circolare in cui oltre a dare indicazione di rintracciare diverse migliaia di posti (6mila solo la scorsa settimana) si sollecitavano i prefetti a trovare un accordo con le amministrazioni locali. L’accordo, però, non è mai arrivato. Ora, dunque, il nuovo documento distribuirà i rifugiati in tutta Italia, compreso il Nord che in queste settimane ha continuato a fare muro. E se necessario il Viminale farà ricorso ai poteri straordinari dati dalla situazione di emergenza.
REGIONI E COMUNINon sarà una partita facile. Dopo un incontro la scorsa settimana finito con un nulla di fatto, il ministro Angelino Alfano ha dato nuovamente appuntamento all’Anci ed alla conferenza delle Regioni per giovedì prossimo. In teoria dovrebbe partire la “cabina di regia” a palazzo Chigi sull’emergenza sbarchi, ma l’appuntamento potrebbe riportare in campo l’ipotesi di utilizzare le caserme come “hub” in cui raccogliere i richiedenti asilo, prima di distribuirli nei comuni, in modo che sia più facile coinvolgere anche le realtà piccole. Le strutture abbandonate dalla Difesa sono circa un centinaio, anche se molte sono abbandonate da anni e andrebbero riqualificate. Proprio su questo punto, il presidente della conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino, nelle scorse settimane, aveva polemizzato con il ministero della Difesa per la scarsa collaborazione.
GLI SBARCHINel fine settimana, si è nuovamente sfiorata la tragedia. Stando ai racconti dei soccorritori, quasi tutti i barconi diretti verso le nostre coste erano in realtà barche piuttosto piccole o gommoni, pensati per ospitare 20 persone e che invece ne hanno portate alla deriva almeno cinque volte tanto. Sabato notte sono sbarcati i primi a Lampedusa, un migliaio sono stati portati a Pozzallo e altrettanti sono arrivati in serata a Reggio Calabria. Durante i soccorsi sono stati recuperati anche una decina di cadaveri, gli ultimi tre di migranti che quando hanno visto un rimorchiatore che si avvicinava per soccorrerli si sono buttati in acqua per raggiungerlo. Senza riuscirci. Dopo la morte di circa 750 uomini e donne due settimane fa, alle operazioni di soccorso di questi giorni ha partecipato anche un rimorchiatore francese e, più in generale, i finanziamenti a Triton sono stati portati al livello di quelli previsti per Mare nostrum fino a novembre scorso (anche se l’attuale operazione gestita da Frontex ha come priorità il pattugliamento delle acque territoriali europee e si spinge solo nella prima fascia di quelle internazionali). Di rivedere gli accordi per l’accoglienza dei richiedenti asilo, invece, per ora non se ne parla.

Il Messaggero