Il Viminale: delitti in calo, ma non basta

Viminale

Un «anno positivo» sul fronte della sicurezza, con alcune «zone d’ombra» che stanno a significare che c’è ancora molto lavoro da fare: il ministro dell’Interno Angelino Alfano traccia un bilancio dell’attività delle forze dell’ordine, indicando gli obiettivi del Viminale per il 2015: una legge contro il terrorismo internazionale, che consenta di punire non solo i reclutatori ma anche chi parte per andare a combattere nei teatri di guerra e di applicare il regime di sorveglianza speciale utilizzato per i mafiosi anche ai presunti terroristi, un provvedimento sulla sicurezza urbana, per inasprire la lotta all’abusivismo e alla contraffazione, una legge che garantisca la certezza della pena.
«Non ci accontentiamo dei risultati raggiunti – ha detto il ministro – siamo convinti che l’Italia sia un paese sicuro in cui vivere e che le nostre città lo siano più di altre capitali europee. Ma vogliamo renderle ancora più sicure».
MENO DELITTI

L’indice di delittuosità in Italia, vale a dire il rapporto tra i delitti commessi e il numero di abitanti, ha spiegato il ministro, è calato del 7,7% nel 2014. Complessivamente ci sono stati 150 mila delitti totali in meno commessi in Italia: il calo degli omicidi è dell’11,7%, quello delle rapine del 13% mentre quello dei furti è dell’1,1%. In calo, del 9,4%, è anche il numero di femminicidi, ossia omicidi con donne vittime, mentre 160 sono i provvedimenti di allontanamento del coniuge violento. «La legge ha prodotto miglioramenti – ha detto Alfano – ma dobbiamo ancora lavorare.
Un altro fronte che ha fatto registrare numeri positivi è quello della violenza negli stadi. Il numero di incontri con feriti è calato del 12%. I feriti totali sono scesi del 22%: un 30% in meno tra i tifosi e un 22% in meno tra le forze dell’ordine. Gli arresti sono saliti invece del 50%, passando da 82 a 123. Quanto ai Daspo, ce ne sono attualmente in vigore 4.973 di cui 533 relativi al 2014.
LE MANIFESTAZIONI

Dall’insediamento del governo Renzi, il Viminale ha gestito oltre 16mila manifestazioni, di cui 6.369 legate al tema sindacale o occupazionale. In piazza ci sono stati complessivamente 563 arresti, 5.957 denunce e 731 feriti tra le forze dell’ordine. Proprio quest’ultimo dato rappresenta una delle «zone d’ombra» di cui ha parlato Alfano: «L’incolumità fisica delle forze dell’ordine è un diritto che non è sottostante rispetto al diritto a manifestare la propria opinione. Interverremo per rendere più sicura la loro azione». Sul fronte della contraffazione il ministro ha definito la lotta all’abusivismo commerciale una «priorità» del ministero e i dati confermano l’impegno: i beni sequestrati sono aumentati del 505%, per un valore complessivo di 643 milioni. Sul fronte della lotta alle mafie e alla criminalità organizzata, c’è stato un aumento delle operazioni di polizia giudiziaria del 18%, mentre sono stati arrestati 19 latitanti inseriti nella lista del Viminale. Il valore dei beni sequestrati ammonta a 8,6 miliardi, quello dei beni confiscati a 3 miliardi.
IMMIGRAZIONE

Nell’anno zero degli sbarchi – quest’anno sono stati 167.462, un numero mai raggiunto, 206.118 dall’insediamento del governo – le forze di polizia hanno arrestato 728 scafisti. Sono stati spesi invece 114 milioni per l’operazione Mare Nostrum.

Il Messaggero