Il Viminale: 5mila arrivi a settimana

Viminale

Cinquemila a settimana almeno fino a settembre. E’ questa la proiezione del Viminale sui futuri sbarchi. Saranno 200mila entro la fine dell’anno. E se l’incontro con l’Anci lascia sperare che nuovi posti per l’accoglienza arrivino proprio dai comuni, sospendendo la circolare che avrebbe già dovuto distribuire oltre 5000 migranti sul territorio, oggi in Europa l’Italia gioca un’altra carta. Perché ai 27 paesi chiederemo che non vengano presi in carico soltanto 5000 migranti, come emerso dal vertice di martedì, ma che, in base al numero degli arrivi, si aprano le porte dei paesi Ue in modo volontario.
LO SMISTAMENTO IN EUROPA
La parola chiave è ”ricollocazione”. Perché se i numeri saranno davvero quelli previsti, l’Italia non sarà in grado di far fronte all’emergenza. Per questo oggi al Consiglio straordinario Ue l’Italia proporrà che una parte dei migranti in arrivo possa trovare accoglienza Oltralpe, proprio in quei paesi indicati come meta finale nella richiesta di asilo. E’ difficile che si possano raggiungere grandi numeri, perché l’adesione sarebbe solo su base volontaria. Le inflessibili regole degli accordi di Dublino prevedono che sia il paese di approdo a dare asilo ai profughi. Un trattato che soltanto martedì scorso, per la prima volta, è stato debolmente messo in discussione con l’apertura per il resettlement di 5mila migranti. Una cifra minima ma che apre uno spiraglio per il futuro.
I COMUNISi comincia dai 450 migranti sbarcati ieri ad Augusta. Il prefetto Mario Morcone, numero uno del Dipartimento per l’immigrazione del Viminale, ha annunciato che «andranno al centro e al centro-nord. Perché tutti devono partecipare all’accoglienza». Ieri, dopo il Tavolo nazionale per l’immigrazione, all’indomani delle violente polemiche con i governatori di Veneto e Lombardia, il clima è sembrato migliore. Il Dipartimento evita lo scontro, la cabina di regia con Anci e regioni diventa una realtà e i risultati potrebbero arrivare in tempi brevi. Dopo la circolare rimasta disattesa, nei prossimi giorni ne arriverà un’altra per distribuire oltre 5000 migranti sul territorio. La deadline è il prossimo 31 maggio. Dopo le elezioni è certo che partiranno le requisizioni da parte delle prefetture. «Non vogliamo imporre niente a nessuno, a condizione che ci sia con i territori un’interlocuzione», commenta Morcone. E Matteo Biffoni responsabile Anci per l’immigrazione si dice d’accordo: «C’è stato accordo sulla necessità di riequilibrare sui diversi territori, tenendo conto di tutte le specificità, la distribuzione dell’accoglienza dei migranti. Al momento Regioni come la Sicilia o città come Roma ricevono carichi molto importanti e sproporzionati rispetto ad altre parti del Paese. Abbiamo condiviso – dice Biffoni – l’urgenza di uscire dalla logica dell’emergenzialità, a breve si darà vita a un tavolo di coordinamento nazionale per la governance dell’accoglienza, con il contributo di Governo, Comuni e Regioni».
I numeri sono emersi invece dall’audizione di Morcone in commissione Affari costituzionali del Senato: «Abbiamo circa 81 mila persone di cui 13 mila minori non accompagnati. Al momento c’è una situazione di particolare pressione, le strutture sono piene e bisogna ragionare soprattutto coi comuni. Speriamo che domani al Consiglio dei capi di stato e di governo si trovi una soluzione definitiva». Un auspicio arriva anche da Loredana De Petris (Sel), componente della commissione: «Bisogna mettere in discussione Dublino. E’ l’unica soluzione».

Il Messaggero