Il tifoso spintonato «De Laurentiis non si è scusato, ora lo querelo»

212796 presentazione del calendario di calcio serie A 2011/2012

La conferma sta tutta nei silenzi del Napoli. Non c’è stata nessuna reazione da parte del club alle dichiarazioni rilasciate da Dario D’Agostino, il tifoso aggredito da Aurelio De Laurentiis, subito dopo la fine di Parma-Napoli, che ha smentito di aver ricevuto le scuse da parte del presidente. «Sono stato contattato da un dirigente che mi ha invitato a Castelvolturno per un chiarimento. Ma ho declinato l’invito senza alcun dubbio, perché la mia dignità di persona e di tifoso non la vendo a nessuno, nemmeno a chi ha solo più soldi di me», ha detto il malcapitato, residente a Porto Recanati, al Resto del Carlino.

Querela Una vicenda inquietante, che ha dell’incredibile, per come è stata gestita. Nel comunicato di scuse, diffuso lunedì pomeriggio dalla società, si legge chiaramente che non è stato il presidente a parlare col tifoso, ma il responsabile della comunicazione, Nicola Lombardo. «Quanto è accaduto mi sta creando stress e tensione, non sono abituato a situazioni del genere. Non sono riuscito a dormire e non sono andato nemmeno al lavoro. Io sono un operaio, e anche sul posto di lavoro mi sento a disagio di fronte ai colleghi. Ho delegato subito il mio avvocato affinché si occupi della vicenda. Sono allibito e deluso dal comportamento di De Laurentiis. E ora mi riservo di querelarlo», ha spiegato Dario D’Agostino che, subito dopo l’aggressione, si è recato in ospedale dove gli sono state riscontrate contusioni al tratto lombo-sacrale per una prognosi di 5 giorni.

Evitare speculazioni Nella telefonata tra le parti, oltre a porgere le scuse per conto di De Laurentiis, Nicola Lombardo ha anche invitato D’Agostino a Castelvolturno: sarebbe stata una buona opportunità perché il tifoso incontrasse De Laurentiis per un chiarimento sereno e lontano dal clamore, ma il rifiuto della controparte non era stato contemplato. Dunque, il contatto tra le parti c’è stato, come lo stesso tifoso aggredito ha confermato. Resta da capire, tuttavia, quanto sia strumentale l’atteggiamento del malcapitato che si è detto stressato e teso dopo quanto accaduto. Fermo restando l’inqualificabile gesto del presidente del Napoli, è importante che si evitino speculazioni. Chiedere giustizia attraverso il tribunale e, per giunta, per uno strattone, sa tanto di esagerazione.

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