Il rottamatore dell’austerità

matteo_renzi

Rottamare l’austerità tanto cara all’Unione Europea e ad Angela Merkel, la cancelliera tedesca. È questo l’ambizioso obiettivo che ieri, nell’incontro bilaterale italo-tedesco, il premier Matteo Renzi ha messo davanti a sé.
Un obiettivo difficile e dal quale dipenderà la politica economica italiana dei prossimi mesi oltreché l’agenda della guida del semestre europeo che il nostro Paese assumerà dal primo luglio. Renzi questo vertice lo ha preparato bene, e in tre mosse. La prima, ricreare un asse con Massimo D’Alema, che in Europa, soprattutto versante Pse ha ottimi rapporti. La seconda, cercando, nell’incontro di sabato, una linea comune con il presidente francese Hollande che nel suo Paese, su crescita e consumi, sta vivendo difficoltà assai simili a quelli dell’Italia. La terza, riportando l’idea del terzetto al centro del motore politico della Ue: Italia, Francia e Germania sono le nazioni che tengono in vita il modello europeo, non tenere conto di questo anche in tempi di crisi economica significherebbe non tener memoria della storia e della realtà dei pesi specifici dei singoli Paesi.
Renzi, oltre a questo suo cammino di realpolitik, ieri ha messo sul campo quella che potremmo definire la diplomazia del pallone. Se il presidente Silvio Berlusconi, da premier, spendeva le proprie mozioni degli affetti per ammorbidire o trovare un terreno di scongelamento simpatico verso i grandi leader dei principali Paesi del mondo, Renzi ha scelto di puntare nientemeno che sulla maglia di Mario Gomez, calciatore tedesco in forza alla Fiorentina. Una maglia autografata – scritto testuale, «ad Angela Merkel con simpatia, Mario Gomez», con il numero 33 stampato dietro. Una maglia che il presidente del Consiglio ha ricevuto sabato sera dall’attuale vicesindaco di Firenze Dario Nardella. «La porterò sicuramente lunedì alla signora Merkel», ha detto Renzi. Bastassero una maglia e un autografo di Gomez a redimere l’austerità della Merkel sarebbe un miracolo. Così non sarà ma quel gesto un po’ guascone potrebbe servire a rompere il ghiaccio tant’è che la Merkel ieri al vertice ha sorriso. Rottamare i vincoli europei troppo stretti non è una cosa facile, figurarsi la linea dura tedesca. Ma bisogna provarci visto che il tempo sta scadendo. Perché, come sottolineava lo scrittore politico Francesco Guicciardini, “non potendosi ottenere le cose grandi senza qualche pericolo, si debbono le imprese accettare ogni volta che la speranza è maggiore che la paura”. Renzi ieri ne ha tenuto conto e la Merkel pare già impazzita (politicamente) per lui.

L’Unione Sarda