Il pugno di ferro Usa-Ue: «Mosca isolata dal mondo»

OBAMA 5

SEBASTOPOLI Meno di 24 ore dopo il referendum che chiede l’annessione della Crimea alla Russia, «illegale e illecito» per tutto l’Occidente, mentre Kiev richiama i riservisti e ammassa truppe, Usa e Ue fanno scattare le prime sanzioni contro la Russia. Colpiscono politici e militari russi che hanno fomentato e sostenuto l’«indipendenza» della Crimea e le autoproclamate «autorità» crimeane che hanno organizzato il referendum. Liste ridotte: 11 nomi in quella americana, 21 in quella europea. Il più noto, quello del «premier» di Crimea, Sergey Aksyonov. Il più controverso, quello di Deniz Berezovskiy, il comandante della Marina ucraina che si è consegnato alla Crimea guadagnandosi l’accusa di alto tradimento. Tra i russi, fedelissimi consiglieri di Putin e i comandanti militari delle forze russe in Crimea.
LE SANZIONI Più formali che di sostanza. Non colpiscono politici di spicco, men che meno grandi oligarchi. Il congelamento dei beni e i divieti di viaggio sono comminati a personaggi che beni in Europa o in Usa probabilmente non ne hanno. Le misure sono state varate da un ordine di Obama quelle Usa, da una decisione del Consiglio dei ministri degli esteri riunito a Bruxelles quelle europee. La Casa Bianca le definisce come «le più ampie e complete dalla fine della Guerra Fredda» e sostiene che sono pensate «per indebolire il rublo». Per il presidente in persona dimostrano che «Mosca è isolata nel mondo». Ma proprio l’isolamento russo, nella lettura europea è il pericolo da evitare. La Ue si dimostra «unita e univoca», sottolineano i 28. E le differenze tra i falchi baltici e le “colombe” italo-tedesche sono obiettivi dichiarati. «Il nostro obiettivo – dice il ministro degli Esteri Federica Mogherini – è evitare che la Russia cada nelle proprie tentazioni di isolamento internazionale». L’idea è quella di «mantenere un grado di partnership» tra Russia e Ue. Ma senza svolte, qualcosa cambierà a lungo termine, come annuncia il britannico Hague. Perché i ministri ieri hanno già preparato il capitolo energia e la Ue si dovrà preparare a ridurre la sua dipendenza dalla Russia. «A lungo termine sarà questo il costo maggiore per Mosca». Anche se a breve, fa notare l’ad Eni, il rischio è una bolletta più cara nel prossimo inverno.
PROSPETTIVE Da Mosca un segnale distensivo arriva ma nessuno si illude che Putin cambi idea facilmente. Così la strategia europea comprende altri passi: far partire la missione Ocse di osservatori e garantire il successo economico di Kiev e, in seconda istanza, un secondo round di sanzioni che potrebbe essere deciso dai leader già nel vertice di giovedì e venerdì.

L’Unione Sarda