Il primo tweet 2015 del Papa: “Quanti innocenti e bambini soffrono al mondo! Signore donaci pace!”

CSI DA PAPA FRANCESCO

“Quanta gente innocente e quanti bambini soffrono al mondo! Signore donaci la tua pace! “. Lo dice papa Francesco in un tweet nella Giornata mondiale della pace celebrata dalla Chiesa il 1 gennaio di ogni anno.

“Non è possibile ‘amare il Cristo, ma non la Chiesa, ascoltare il Cristo, ma non la Chiesa, appartenere al Cristo, ma al di fuori della Chiesa’” E la missione della Chiesa esprime la sua maternità”, la Chiesa è madre che “custodisce Gesù con tenerezza e lo dona a tutti con gioia e generosità”m ha detto poi il Papa nella messa di Capodanno, in San Pietro con cardinali e vescovi e a cui prendono parte molti membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Nella omelia papa Francesco ha insistito sulla maternità della Chiesa, sulla sua incarnazione tra gli uomini, confermando la propria visione della misericordia con cui i cristiani e la Chiesa devono andare incontro alle ferite degli uomini e del mondo contemporaneo.

La frase sulla non separazione di Cristo dalla Chiesa è di Paolo VI, nella Evangelii nuntiandi. Subito dopo averla ricordata, papa Francesco ha spiegato: “Infatti è proprio la Chiesa, la grande famiglia di Dio, che ci porta Cristo. La nostra fede non è una dottrina astratta o una filosofia, ma è la relazione vitale e piena con una persona: Gesù Cristo, il Figlio unigenito di Dio fattosi uomo, morto e risorto per salvarci e vivo in mezzo a noi. Dove lo possiamo incontrare? – ha proseguito papa Bergoglio – Lo incontriamo nella Chiesa” “nella nostra santa madre Chiesa gerarchica”. A proposito della missione di maternità della Chiesa, il Pontefice ha sottolineato che la Chiesa “è come una madre che custodisce Gesù con tenerezza e lo dona a tutti con gioia e generosità. Nessuna manifestazione di Cristo, neanche la più mistica, – ha rimarcato – può mai essere staccata dalla carne e dal sangue della Chiesa, dalla concretezza storica del Corpo di Cristo. Senza la Chiesa, Gesù Cristo finisce per ridursi a un’idea, a una morale, a un sentimento. Senza la Chiesa, il nostro rapporto con Cristo sarebbe in balia della nostra immaginazione, delle nostre interpretazioni, dei nostri umori”. Quella dei cristiani e della Chiesa, è dunque “una missione materna rivolta a tutti gli uomini”, sul modello della “testimonianza discreta e materna” della madre di Gesù, “modello di perfetta credente”.

 “Tutti siamo chiamati ad essere liberi, tutti ad essere figli e ciascuno secondo le proprie responsabilità, a lottare contro le moderne forme di schiavitù. Da ogni popolo, cultura e religione, uniamo le nostre forze”. Lo ha detto il Papa concludendo l’omelia della messa del primo dell’anno, nella quale la Chiesa celebra la Giornata mondiale della pace. Il messaggio papale per la Giornata, pubblicato in dicembre, è incentrato sulla lotta alle schiavitù, e intitolato “Non più schiavi, ma fratelli”.

Card.Bagnasco, Italia non è preda succulenta da spolpare – “Non basta tappare i debiti, più o meno voraginosi, vendendo i gioielli di casa frutto della intelligenza e della lungimiranza dei nostri padri, perché una volta ripianati i debiti se si riesce a ripianarli, si resta con niente in mano, né strutture né professionalità, in balia di chi guarda all’Italia come ad una preda succulenta e ambita, da spolpare”. Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nel discorso pronunciato ieri sera in occasione del Te Deum che ha celebrato nella chiesa del Gesù. “Alla fine di queste operazioni di vero azzardo – ha proseguito il cardinale – si resta con dei pezzi in mano, pezzi che, scollati gli uni dagli altri, diventano sempre più deboli per essere azzannati in un secondo tempo”.

ANSA