Il primo giorno in famiglia di Salvatore, a pranzo col padre, moglie e figli

Foto Roberto Monaldo / LaPresse22-12-2012 RomaCronacaAeroporto di Ciampino - Rientro in Italia per le festività natalizie dei due marò detenuti in India Salvatore Girone e Massimiliano LatorreNella foto Salvatore GironePhoto Roberto Monaldo / LaPresse22-12-2012 Rome (Italy)Ciampino airport - Return to Italy for the Christmas holidays of the two soldiers detained in India Salvatore Girone and Massimiliano LatorreIn the photo Salvatore Girone

Pranzo in famiglia dal papà, con Vania e i piccoli Michele e Martina, poi nel pomeriggio una passeggiata per le strade di Torre a Mare.

Il marò Salvatore Girone, fuciliere del battaglione Sam Marco, ha iniziato a riassaporare le emozioni della quotidianità, dopo la forzata lontananza dall’Italia, sancita nel marzo 2013 su indirizzo dell’allora governo di Mario Monti. Girone è rientrato sabato in Italia, dopo aver tracorso 4 anni in India, prigioniero in attesa di un processo mai cominciato, con l’accusa di aver sparato insieme con il collega Massimiliano Latorre, a due pescatori indiani, uccidendoli.

La sera precedente era stata scandita dagli abbracci e dalle lacrime con i parenti nella nuova casa che la famiglia ha scelto come residenza nel borgo marinaro. Una festicciola semplice alla presenza dell’amato nonno Michele e dei commilitoni del San Marco, oltre al governatore Michele Emiliano, con un buffet arricchito da fenomenali taralli fatti in casa da una zia e un brindisi per il bentornato: il profilo scelto da Salvo Girone è sempre lo stesso, improntato alla sobrietà e alla discrezione. La gioia più profonda, del resto, si poteva leggere nei suoi occhi nel pomeriggio, durante una camminata sul lungomare, con la moglie Vania e i suoi cugini al fianco. Ogni tre passi veniva fermato da amici o da cittadini che gli manifestavano affetto e vicinanza. «Forza Salvatore», «Bentornato, sei il nostro orgoglio», «Non mollare»: questo il tenore degli incoraggiamenti, a cui Salvo, con una camicia a righe e i Ray-Ban a celare le emozioni, replicava con un sorriso e un ringraziamento per l’attenzione riservata alla condizione di sofferenza dei marò in India.

Nel complesso di casa Girone ci sono ancora i palloncini tricolore e i drappi con la bandiera nazionale, ma soprattutto un cuoricino sul muro accanto alla scritta «Girone è mio padre, Mart», un tributo d’amore della figlia piccola Martina. Appena uscito di casa, la mattina, ha salutato i giornalisti senza rilasciare dichiarazioni, ma assicurando agli amici più cari di aver dormito bene, «finalmente a casa». La moglie Vania ha poi specificato che «Salvatore è un militare e in questo momento non può rilasciare interviste». E ha fatto sapere anche che «famiglia è unita, felice, ma vuole sentirsi libera». Da qui l’invito a rispettare la privacy, fortemente ridotta dalla presenza costante davanti all’ingresso di casa delle troupe televisive: «Non abbiamo nulla da dire, è chiaro che Salvatore voglia stare solo con la sua famiglia, voi che fareste al posto suo?».

«Il mio orgoglio»: così sui social il figlio grande di Salvatore, Michele, ha commentato la foto del padre appena sceso dall’aereo che lo aveva riportato in patria dall’India. Studente del liceo classico «Socrate», ha sentito molto la mancanza del genitore in questi anni, nonostante Salvo lo seguisse quotidianamente nel percorso di crescita educativa e scolastica. Grande appassionato di calcio, non vede l’ora di avere il padre come spettatore per le sue partite con gli amici.

Nel bar Miramare di Torre a Mare, infine, tanti avventori hanno chiesto un gelato «variegato marò». «Gusto libertà»: così lo descrive Franco Dituri, il titolare della gelateria, inventore della delizia dedicata a Girone, con base di mandorle, ciliegie e pistacchio, per dare vita ai colori del tricolore.

Il Tempo