Il piano di Berlusconi: da pazzi votare ora pronti a un Renzi bis

SILVIO BERLUSCONI 3

Voglia di elezioni? Macchè, anche perchè per ora i sondaggi non sorridono a Forza Italia. Soccorso azzurro? Sì, anche perchè «se cade Renzi – cosi ieri ha ragionato Berlusconi con i suoi fedelissimi, prima e dopo l’incontro con i club Forza Silvio a Palazzo Grazioli – arriva la Troika e un governo imposto dalla Ue, dalla Bce e dal Fmi. E sarà la fine dell’Italia». Paese che comprende anche le aziende dell’ex premier. Berlusconi tifa Forza Matteo. Non perchè s’è innamorato di lui (ma quasi), piuttosto perchè «i cittadini hanno scelto di farsi guidare da Renzi e noi non possiamo andare contro il volere della gente. Se fallisce Renzi, che ha in mano il pallino, fallisce il Paese». Il piano di Berlusconi è quello di rendere il patto del Nazareno un accordo di legislatura – «Non se ne parla di elezioni anticipate, serve una cura vera contro il collasso che duri fino al 2018» – che si estenda dalle riforme istituzionali a quella del lavoro e a quelle economiche e che abbia nella legge di stabilità una tappa cruciale. Si vocifera, dalla parti azzurre più intime rispetto al renzismo, di un eventuale Renzi bis allargato a Forza Italia, e l’ex premier non scarta neppure questa ipotesi. «Non sarebbe la prima volta nella storia repubblicana – è il ragionamento di Berlusconi, il quale ha appena annunciato l’inserimento a pieno titolo dei club Forza Silvio nel corpo del partito – che un governo attrae forze nuove nel proprio cammino e, dopo un atto di discontinuità, riprende il suo corso in maniera più attrezzata».
FORZA MATTEO

E allora, se Renzi non ce la fa, perchè la sinistra Pd lo martirizza e i sindacati lo bloccano, un Renzi 2 si può fare agli occhi dell’ex Cavaliere. Anche se i Fitto e le Polverini – che accusano la linea super-light e carezzevole di aver ridotto Forza Italia al 15 per cento, due punti in meno rispetto alle Europee – sono contrarissimi a questa «deriva dell’arrendevolezza». Ma Silvio, non più tentennante come un tempo, è arci-convinto del suo modo di vedere: «L’alternativa a un fallimento di Renzi, che noi dobbiamo scongiurare in tutti i modi, quale sarebbe? Se la politica non si mostra all’altezza dei problemi, veniamo commissariati dalla burocrazia europea».

Lo spettro berlusconiano è quello di un governo simil-Monti che si faccia dettare direttamente la linea da Bruxelles e imponga, con durezza euro-tecnocratica, quei «compiti a casa» che Renzi dice di voler fare da solo, senza bisogno di imposizioni esterne. L’alternativa, sarebbe il rischio di un bagno elettorale, che il leader azzurro non vuole correre. Dunque, Patto del Nazareno come Patto di legislatura. E sulla linea Verdini-Letta-Confalonieri, l’ex premier sembra non avere più dubbi. Anche perchè, si sente in una botte di ferro. «I problemi, e tanti, li ha Renzi in casa sua e non noi. Se riesce a portare a casa il Jobs Act, identico alle proposte che abbiamo sempre fatto noi, gli italiani sono contenti perchè non ne possono più dei sindacati e della mancanza di lavoro. Se va a sbattere, noi ne usciremo bene comunque: perchè sarà la riprova che la sinistra è inadatta a governare e va aiutata». Nel Renzi bis, i voti mancanti della sinistra Pd verrebbero sostituiti dai voti azzurri. Questo si vedrà. Intanto ieri sera in tivvù Francesca Pascale ha annunciato: «Noi speriamo in Renzi».

Il Messaggero