Il Papa tende la mano alla Cina, “dialogo fraterno e umano”

CSI DA PAPA FRANCESCO

 “Spero fermamente che i Paesi del vostro Continente con i quali la Santa Sede non ha ancora una relazione piena non esiteranno a promuovere un dialogo a beneficio di tutti. Non mi riferisco solo al dialogo politico ma anche al dialogo umano e fraterno”. Discostandosi parzialmente dal testo preparato, Papa Francesco ha pronunciato questo auspicio a conclusione del discorso ai 68 vescovi di 35 nazioni dell’Asia, riuniti al santuario di Haemi (90 chilometri a sud di Seul) per incontrarlo. Il riferimento e’ certamente alla Cina, ma non solo: ancora non hanno relazioni diplomatiche con la Santa Sede anche la Corea del Nord, il Laos e il Myanmar, mentre il Vietnam ha avviato il percorso che portera’ a stabilirle.

  Dall’aereo che mercoledi’ scorso lo portava a Seul, Papa Francesco aveva inviato un telegramma al presidente Xi Jinping mentre – primo Papa a poterlo fare – sorvolava il territorio della Repubblica Popolare Cinese: “rivolgo i migliori auguri a vostra eccellenza e ai suoi concittadini e invoco le benedizioni divine di pace e benessere sulla nazione”. Un gesto accolto positivamente a Pechino, dove il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha commentato: “Abbiamo ricevuto le osservazioni di Papa Francesco. La Cina e’ sempre stata sincera nel migliorare le sue relazioni con il Vaticano e ha sempre fatto sforzi positivi in questo senso”.

  Anche padre Mathew Zhen Xuebi, portavoce informale della Associazione Patriottica che in Cina rappresenta una sorta di Chiesa autocefala in perenne conflitto con quella (sotterranea) in comunione con Roma, ha parlato di “un passo in avanti per migliorare la comunicazione”. “Abbiamo la speranza – ha confidato il sacerdote, secondo quanto riporta il sito specializzato ‘Vaticaninsider’ – che un giorno Cina e Vaticano possano stabilire rapporti diplomatici e che il Papa sara’ in grado di visitare la Cina”.

AGI