Il Papa non c’è, ma apre Castel Gandolfo

CSI DA PAPA FRANCESCO

CASTEL GANDOLFO Da residenza estiva dei pontefici – da mezzo millennio, anno più anno meno – a museo della storia dei Papi. Grandi manovre nelle ville pontificie di Castel Gandolfo, gioielli con vista mozzafiato sul lago Albano, incastonate tra giardini e campi di 55 ettari, 11 in più di Città del Vaticano. Dopo la recente apertura dei giardini, voluta da Papa Francesco, adesso in cantiere c’è il progetto di adibire a museo un’ala di palazzo Apostolico. Milvia Monachesi, sindaco di Castel Gandolfo, rivela: «La direzione delle ville pontificie mi ha parlato della nuova destinazione del Palazzo, naturalmente decideranno i vertici vaticani». Il museo, al secondo piano di palazzo Apostolico, restaurato di recente, ospiterà documenti fotografici, opere d’arte e perfino pietre lunari donate da Neil Armstrong a Paolo VI. Secondo indiscrezioni si sta procedendo già all’allestimento. Il museo potrebbe essere aperto il mese prossimo. 
DOPPIO TOUR
Le visite entreranno nello stesso pacchetto turistico che comprende il tour nei giardini di villa Barberini, gestiti dall’Opera romana pellegrinaggi. E adesso gli abitanti di Castel Gandolfo sentono che la svolta nella storia del loro mondo è arrivata. Il 10 maggio del 1626 il pontefice Urbano VIII partiva per la prima villeggiatura nella residenza estiva di Castel Gandolfo. Dopo di lui altri 16 Papi, dei 32 che si sono succeduti, hanno scelto Castel Gandolfo per il riposo estivo. Giovanni Paolo II lo chiamava il Vaticano II. Legatissimo alla vista del lago anche Papa Ratzinger. L’Angelus a Ferragosto davanti a migliaia di fedeli è entrato nella tradizione dei pellegrini di tutto il mondo. Papa Francesco, invece, è andato solo tre volte a Castel Gandolfo e non ci ha mai dormito. Quest’anno mancherà anche il tradizionale appuntamento della messa del mattino di Ferragosto nella chiesa del Bernini con il Pontefice. Ma, anche per mantenere vivo il rapporto tra la Chiesa e Castel Gandolfo, Bergoglio ha voluto aprire i palazzi dei Papi alla gente. I risultati si vedono. 
LE PRENOTAZIONI
Le prenotazioni per le visite ai Giardini di villa Barberini fioccano (sebbene il biglietto costi 26 euro) e l’attesa per il nuovo museo vaticano è destinata a salire. «Tuttvia ai nostri figli – dice Stefano Carosi, titolare di uno storico bar situato proprio davanti a palazzo Apostolico – mancherà qualcosa, e non mi riferisco solo all’aspetto economico del turismo. Tante generazioni sono cresciute con la presenza dei Papi in città. Ognuno di noi ha almeno un episodio da raccontare». L’istituzione di un museo a quanto sembra non è l’unica novità.
LE FATTORIE
La produzione nelle serre dei fiori, poi distribuiti a tutte le chiese del circondario, pare destinata a cessare, mentre si punta alla vendita diretta di latte, olio, frutta e miele, prodotti bio sopraffini della fattoria vaticana, ora trovabili quasi esclusivamente all’ombra di San Pietro. Il sindaco Monachesi ne è certa: «Apprezziamo tutte le decisioni che Papa Francesco sta prendendo in merito alle ville. Siamo sicuri che la vocazione e la storia della nostra città saranno salvaguardate e valorizzate». 

IL MESSAGGERO