Il Papa in Africa non trema «Paura sì ma delle zanzare»

papa kenya

«Il Kenya è una Nazione giovane e vigorosa, una comunità con ricche diversità, che interpreta un ruolo significativo nella regione. Ed è anche una Nazione di giovani». Papa Francesco ha descritto così il paese che lo ha accolto ieri. In 78 anni di vita, Bergoglio non era mai stato in Africa, un Continente devastato dal peso del debito estero e dalla violenza delle lotte etniche che si saldano ormai al terrorismo dei fondamentalisti islamici. «Di giovani, in questi giorni, mi aspetto di incontrarne molti e di parlare con loro, al fine di incoraggiarne le speranze e le attese per il futuro, ha confidato al presidente, Uhuru Kenyatta, che lo ha ricevuto nel pomeriggio alla State House di Nairobi e gli ha chiesto di appoggiare il cammino della democrazia in Kenya. «La sua presenza – ha detto al Papa il capo dello Stato – incoraggia i nostri sforzi contro la corruzione e il terrorismo, per l’unità e la comprensione tra le etnie, le razze e le nazioni che scaturiscono da un potente desiderio di dignità» dopo gli anni trascorsi «su strade sbagiate», tra le quali Kenyatta ha citato il colonialismo. E Bergoglio non si è tirato indietro. «La violenza, il conflitto e il terrorismo si alimentano – ha denunciato – con la paura, la sfiducia e la disperazione, che nascono dalla povertà e dalla frustrazione».

Secondo Francesco, «la lotta contro questi nemici della pace e della prosperità dev’essere portata avanti da uomini e donne che, senza paura, credono nei grandi valori spirituali e politici che hanno ispirato la nascita della Nazione e ne danno coerente testimonianza». L’altro tema forte l’ambiente, messo a rischio dall’uomo. «La grave crisi ambientale che ci sta dinnanzi esige – ha affermato – una sempre maggiore sensibilità nei riguardi del rapporto tra gli esseri umani e la natura. E vi è un chiaro legame tra la protezione della natura e l’edificazione di un ordine sociale giusto ed equo». «Non vi può essere – ha sottolineato richiamando quanto ha scritto nella sua encclica “Laudato si” – un rinnovamento del nostro rapporto con la natura senza un rinnovamento dell’umanità stessa». Insieme a Kenyatta, Francesco ha piantato un ulivo nel giardino della residenza presidenziale, dove ha avuto luogo la cerimonia di benvenuto. Poi il Papa e il presidente hanno avuto un breve colloquio, al quale ha fatto seguito la firma del Libro d’Oro. Infine ha pregato ad alta voce: «Mungu abariki Kenya! Dio benedica il Kenya!». Nel volo verso Nairobi, Papa Francesco ha risposto a un giornalista che gli ha chiesto se temesse per la propria incolumità: «più delle persone mi fanno paura le zanzare», ha detto scherzando. Al comandante che gli ha promesso che avrebbe fatto di tutto per consentirgli anche la tappa centrafricana ha risposto: «Io voglio andare in Centrafrica, se non ci riuscite, datemi un paracadute!». In Centrafrica, tappa ad alto rischio, «il Papa troverà un Paese ferito da molti anni di violenze e in particolare dagli ultimi fatti di Bangui», ha detto il presidente ad interim della Repubblica, Catherine Samba-Panza, in un’intervista a Tv2000.

Il Tempo