Il Napoli è fuori, super gol del Trivela

Benitez

Un pugno in faccia. Il Napoli esce dall’Europa League punito da un 2 a 2 che chiude il suo viaggio in Coppa. Nel tabellino dei marcatori finisce anche Ricardo Quaresma, l’uomo della trivela, oggetto misterioso della gestione Mourinho all’Inter. L’attaccante portoghese inventa una magia fuori dal suo repertorio classico. Un siluro da fuori area che fulmina Reina. Un eurogol che chiude la sfida. Brutto colpo per la squadra di Rafa Benitez. E brutte notizie anche per il calcio italiano che rischia di vedersi superare dal Portogallo nella classifica Uefa visto che oltre al Porto è andato avanti pure il Benfica.

Colpe e Benitez E’ un’eliminazione strana, non facile da spiegare. La grande colpa del Napoli è stata quella di non finalizzare le cinque-sei limpide occasioni da gol che è riuscito a creare nella prima ora di gioco. Nonostante una supremazia schiacciante, Higuain e compagni hanno depositato in rete solo il delizioso tocco di Pandev (su perfetto assist di Higuain) al 21’ del primo tempo. Poi una raffica di opportunità bruciate. Un tiro al bersaglio che ha visto protagonisti sfortunati e imprecisi Insigne, Mertens, Henrique, Higuain. A livello internazionale non puoi regalare così tanto. In più Benitez non è stato pronto a rispondere ai due cambi di inizio ripresa operati da Castro. Il nuovo entrato Ghilas ha realizzato il gol dell’1 a 1 raccogliendo un invito fantastico di Ricardo (uno da prendere subito) e Quaresma ha piazzato la sua conclusione vincente raccogliendo l’invito di Josuè, pure lui inserito in corso d’opera. Rafa forse poteva rispondere meglio alle mosse del suo collega? La rete nel recupero di Zapata permette al Napoli di salvare almeno la faccia.

Ora il campionato E ora i partenopei devono tuffarsi nel campionato. Lo scudetto è andato. Ma il secondo posto resta, comunque, un obiettivo importante. Domenica nel tardo pomeriggio al San Paolo scenderà la Fiorentina, eliminata due ore prima dalla Juventus. Una sfida tra deluse di Coppa. Higuain e compagni non possono permettersi altri passi falsi.

La partita E dire che il Napoli era partito a cento all’ora. Ordinato, aggressivo, caricato a pallettoni. Behrami e Inler trovano spesso sbocchi importanti sulla corsia di destra grazie alle continue incursioni di Henrique. La prima palla gol capita proprio sul destro del brasiliano che però chiude con un diagonale a lato. L’inerzia della gara è tutta a favore dei padroni di casa spinti dai 54 mila del San Paolo. El Pipita sfiora il gol con una conclusione al volo che non inquadra di poco la porta di Fabiano. Poi al 21’ consegna un assist al bacio per Pandev. Tocco morbido ed è 1 a 1. Pandev festeggia urlando di gioia in faccia al bomber argentino: «È tuo, è tuo». In effetti la palla del Pipita era solo da spingere in rete. Il Napoli non molla la presa. E al 31’ Fabiano compie un mezzo miracolo per respingere una ribattuta da pochi passi di Mertens. Il copione della partita non cambia in avvio di ripresa. C’è sempre e solo tanto Napoli. Il problema è che la squadra di Rafa non ha la giusta cattiveria in zona gol. Insigne conclude male in corsa solo davanti a Fabiano. Al 14’ è Higuain a inventarsi un gran numero in area: controllo da manuale del calcio, dribbling su Mangala e conclusione a botta sicura. Il portiere del Porto salva con un vero miracolo. Troppi errori. Nel calcio chi sbaglia paga. Al 25’ la squadra di Castro pareggia. Dopo un fallo cattivo di Behrami su Martinez (lo svizzero sarà poi ammonito) la palla arriva a Fernando che di esterno trova il nuovo entrato Ghilas in un corridoio perfetto. Controllo e diagonale vincente. Con chiare responsabilità della difesa partenopea. Il Napoli resta scosso qualche minuto. Un black-out fatale. Defour in un’azione di rimessa centra il palo esterno e al 35’ Quaresma fa scendere il gelo sul San Paolo. Benitez, che aveva inserito in avvio di ripresa Hamsik, lancia nella mischia anche Callejon e Zapata. Ma ormai è troppo tardi. La qualificazione è proprio andata. In pieno recupero Zapata appoggia in rete un assist di Callejon. E per un attimo i 54 mila del San Paolo tornano ad applaudire. Ma non c’è altro da raccontare se non la delusione stampata sui volti di Benitez e dei giocatori partenopei. Dovevamo essere la nazione guida di questa Europa League. Ora restiamo aggrappati alla sola Juventus.

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