Il modello United e Barça per la svolta sposata da Thohir

Thohir

L’effetto Thohir si respira a Milano, ma anche dall’altra parte del mondo. Se in sede l’aria da qualche mese è cambiata e tutti hanno capito che lavorare per l’Inter è un’opportunità che si può mantenere solo producendo risultati, è dal suo quartier generale di Giacarta che E.T. ha dato il la alla sua rivoluzione. Qui nelle scorse settimane il presidente ha incontrato i rappresentanti degli istituti su cui sposterà le garanzie bancarie che ad oggi fanno ancora capo a Massimo Moratti. Qui, malgrado i sempre più frequenti viaggi a Milano (il prossimo anticipato a martedì e poi spostato a mercoledì, in tempo per l’Udinese), Thohir segue le gare dei nerazzurri. Anche da qui, partirà nei prossimi mesi la grande svolta commerciale che mira a portare l’Inter a quella penetrazione sul mercato estero di fatto mai davvero esplorato in passato, sulla scorta di modelli tipo Barcellona e Manchester United.

La svolta con il contratto Nomi non casuali, visto che una delle chiavi per sviluppo del merchandising e sfruttamento del marchio è stato l’accordo sottoscritto alla fine dell’agosto scorso con Nike: insieme dal 1998, l’Inter e il colosso americano hanno rinnovato il vincolo reciproco per altri dieci anni. Ma stavolta non c’è in ballo soltanto la consueta fornitura del materiale tecnico per la squadra, perché Nike prenderà in gestione le licenze nerazzurre, quindi tutti i negozi e i vari prodotti, per sviluppare al meglio il marchio. Thohir, al tempo comunque informato degli sviluppi della vicenda visto che si era in piena trattativa per l’acquisizione del 70% delle quote, non aveva avuto una partecipazione diretta alla definizione di un’intesa comunque sposata, e «aggiornata», al momento del suo insediamento: l’accordo, firmato dal d.g. Fassone, era stato vincente anche per il tempismo nel subentrare alla Juventus (in procinto di passare ad Adidas) come uno dei quattro top team – gli altri sono appunto Manchester United e Barcellona, oltre che Psg – di cui l’azienda americana cura anche il merchandising.

Inter Merchandising Un passo fondamentale sulla strada che, come detto da ET a novembre, mira a portare l’Inter nei dieci top club del mondo per conti e risultati sportivi. L’operatività del progetto si avrà con la prossima stagione agonistica: Nike in queste settimane ha studiato i vari contratti commerciali prima gestiti dall’Inter e ora sta strutturando «Inter Merchandising». Questo il probabile nome della società che si prenderà cura del progetto, la cui ragione sociale farà interamente capo a Nike, con un Cda di sette membri di cui tre però rappresenteranno il club di Thohir. Si tratterà di una business unit composta probabilmente da 7-8 manager Nike, lo stesso numero che ha svolto questo lavoro per la Juve.

E.T., contatto diretto Il tutto per aggredire il mercato non solo con negozi monomarca in Italia, ma anche con appositi corner store all’estero. E anche qui ha un ruolo strategico Thohir: oltre a suggerire al tempo di inserire delle clausole legate al mercato asiatico, dove era convinto di poter fare numeri importanti, nelle scorse settimane il tycoon ha conosciuto di persona alcuni top manager Nike che operano in Asia e nel sudest del continente. Di fatto, una sinergia tra conoscenze, contatti e competenze della multinazionale e quelli del 43enne imprenditore. Il tutto agevolato anche dall’imminente apertura della prima Academy interista in Asia, nella strategica Bangalore, dove verrà coinvolta Nike India.

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