Il minimo sindacale per Allegri

Antonello Angelini

Molti mi contattano per sapere cosa ne penso della Juve di quest’anno. Sono abituato a dare opinioni tranchant, senza mezze misure così come due anni fa quando dissi che la campagna acquisti per me era stata deludente poiché i soldi erano stati spesi per Giovinco nel quale non credevo (a ragione), per Isla infortunato e per Asamoah, bravo ma pagato carissimo. Pogba fu la vera rivelazione ma nessuno lo conosceva. L’esplosione del francese mitigò moltissimo una campagna acquisti discutibile. L’anno prima a RadioRadio predissi una Juventus Campione d’Italia o in quell’anno o al massimo l’anno successivo. Contro ogni previsione dei soliti parrucconi del giornalismo italiano, ci azzeccai. Quest’anno è molto difficile fare una previsione perché non conosco così bene Allegri. Il mercato è stato a due facce: da un lato non è arrivato uno dei tre campioni affermati che io mi aspettavo. Sanchez, Cuadrado e Mandzukic si sono accasati altrove. Dall’altro si sono presi buoni giocatori per rafforzare la rosa. Ma quali dei nuovi acquisti giocherà titolare? Forse Evra a seconda del modulo. Negli undici non mi pare che ci sia stato uno scatto in avanti. C’è stato invece per la panchina dove Morata, Pereyra, Romulo, Evra e il giovanissimo Coman potranno far rifiatare i titolari. La panchina più lunga e il non assillo della vittoria del campionato italiano mi fanno ritenere che la Juventus potrebbe ripetere la seconda stagione di Conte in Champions. Dipenderà molto anche dal sorteggio. Capitasse come testa di serie numero uno del girone della Juve una squadra che non sia Bayern, Real, Barca o PSG, i bianconeri potrebbero giocarsi alla pari il primo posto con Benfica e tutte le altre. In caso di passaggio del turno potrebbe voler dire un avversario non impossibile agli ottavi. Decisiva per Allegri sarà la Coppa Italia (spero). La “Decima” potrebbe essere il trofeo da alzare quest’anno oltre alla Supercoppa che si giocherà a metà stagione. Un terzo posto in campionato, la vittoria della Coppa Italia e un ottavo o quarto di Champions darebbero la conferma al tecnico livornese. Siete d’accordo?

Antonello Angelini

Il Tempo