Il Milan rivede l’Europa, l’Inter trema

DeJong

MILANO Dopo tre anni il Milan torna a vincere il derby: 1-0 di De Jong e vendica la sconfitta dell’andata. Non è stato un derby spettacolo, diremmo crepuscolare. Era considerata una stracittadina in tono minore e così è stato. Fiorello su Twitter la sintetizza così: «Una partita di golf ha più emozioni e ritmo di questo derby». E anche poca intensità agonistica.

L’Inter più del Milan non ha mai acceso la luce e non ha reagito neppure allo svantaggio. Mazzarri temeva un nuovo blackout dei suoi, sa che il processo di crescita è lungo e tortuoso. Forse per questo non sorprende e sceglie i soliti noti: Jonathan per D’Ambrosio e Ranocchia confermato dall’inizio insieme a Samuel e Rolando. C’è pure Kovacic che non cambia mai passo e resta troppo basso.

Seedorf verrà mandato via? Con una vittoria nel derby diventa imbarazzante. L’allenatore olandese schiera Poli e non Honda (per la felicità di Galliani che però ha straesultato a fine gara) e Balotelli unica punta. Si assume tutte le responsabilità e fa strike. Il primo tempo è penoso: centrocampo intasato dalle pedine di Seedorf e Mazzarri e di tiri in porta nemmeno l’ombra. Jonathan-Palacio-Hernanes era la triangolazione decisa per scardinare il bunker dei cugini peccato che invece di andare per vie verticali, era per vie orizzontali lente e moscette. Una mezza chance per Nagatomo. Stessa povertà tecnica e di idee per i milanisti, solo Kakà era animato dallo spirito del derby, lui che ha segnato 5 gol in 12 stracittadine. Suo lo squillo che sveglia lo stadio: gran tiro da fuori che fa tremare la traversa.

Sono i rossoneri ad alzare il baricentro e a rendersi pericolosi nonostante il possesso palla fosse dell’Inter. Del primo tempo c’è da raccontare ben poco: l’arte della recitazione di Balotelli, una fortuita e fortunatissima chiusura di De Sciglio su Palacio e la pesante ammonizione di Cambiasso, salterà la sfida con la Lazio a San Siro. Tutto il resto è tristezza pensando anche che è l’ultimo derby degli eroi del Triplete: Zanetti (la sua faccia in panchina era emblematica), Milito e Samuel. Nella ripresa stessa musica con i rossoneri che escono fuori alla distanza, un episodio potrebbe rompere l’equilibrio. Arriva nel momento in cui l’Inter prendeva coraggio ed è favorevole al Milan: Balotelli su punizione pennella per De Jong che di testa brucia uno stanco Cambiasso (poco dopo sostituito da Guarin) e batte Handanovic. Il bad boy raddoppia ma in fuorigioco.

Mazzarri ne approfitta per inserire Alvarez e passare alla difesa a 4. Ma i suoi ancora non tirano in porta con decisione, in pratica non hanno mai creato occasioni. Sembra quasi che i nerazzurri puntassero a gestire l’ennesimo pareggio. Ma il poco coraggio non paga. Matura una brutta sconfitta perché il Torino è a soli due punti e sabato c’è lo scontro diretto (o quasi) con la Lazio. A ravvivare la serata l’invasione di campo di un tifoso rossonero, invasione di cuore, pacifica per fortuna.

IL TEMPO