Il Governo vara un decreto legge per l’efficientamento della giustizia

Palazzo Chigi

Via libera dal Consiglio dei Ministri n. 127 di oggi, su proposta del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del Ministro della giustizia Andrea Orlando, ad un decreto legge contenente misure urgenti per la definizione del contenzioso pendente dinanzi alla Corte di Cassazione, per garantire l’efficienza degli uffici giudiziari mediante interventi di carattere organizzativo e per l’attuazione del processo amministrativo telematico. Il Dl contiene anche la proroga al 31 dicembre 2017 del termine di pensionamento per gli uffici di vertice della Cassazione, del Consiglio di Stato, della Corte dei Conti e dell’Avvocatura dello Stato. Il Governo ha poi approvato un decreto legislativo in attuazione della direttiva sul diritto di avvalersi di un difensore nel procedimento penale e nel procedimento di esecuzione del mandato d’arresto europeo. Lo rende noto un comunicato di Palazzo Chigi.

Corte di cassazione – In particolare, il decreto legge prevede che i magistrati addetti all’ufficio del Massimario e del Ruolo, che sono magistrati con funzioni di merito, possano essere impiegati eccezionalmente per comporre i collegi giudicanti della Corte di cassazione, al fine di rafforzare i presidi organizzativi necessari ad un più rapido smaltimento dell’arretrato. Si prevedono inoltre misure dirette a migliorare l’efficienza degli uffici giudiziari, tra le quali: coprire i vuoti di organico della magistratura ordinaria, aumentando sino ad un decimo il numero dei posti disponibili tra quelli messi a concorso nel biennio 2014-2015; contrarre i tempi di copertura delle vacanze nell’organico degli uffici giudiziari di primo grado, con riduzione della durata del tirocinio da 18 a 12 mesi dei magistrati dichiarati idonei all’esito di concorsi banditi negli anni 2014 e 2015.

Processo telematico – Con riferimento, invece, all’avvio – previsto per il 1° gennaio 2017 – del processo amministrativo telematico e per semplificarne l’operatività, sono state introdotte misure atte ad armonizzare gli strumenti del P.A.T. con il codice dell’amministrazione digitale (domicilio digitale, estensione agli avvocati difensori della attestazione dell’efficacia probatoria delle copia per immagine di documenti cartacei), nonché ad estendere l’utilizzo delle modalità di deposito degli atti anche per i soggetti non dotati di posta elettronica certificata (modalità upload).

La strategicità dell’entrata a regime del P.A.T. , spiega il comunicato di Palazzo Chigi, richiede una pianificazione di investimenti in risorse professionali con competenze adeguate, fondamentali per favorire i processi di cambiamento nel settore giustizia. In tal senso il provvedimento garantisce l’attuazione del programma di digitalizzazione degli uffici giudiziari mediante l’assunzione di 53 unità di personale a tempo indeterminato con competenze specialistiche (tre dirigenti tecnici, trenta funzionari informatici, venti assistenti informatici).

Difesa e Mae – Il Consiglio dei ministri ha poi approvato, in esame definitivo, anche il decreto legislativo di attuazione della direttiva 2013/48/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2013 relativa al diritto di avvalersi di un difensore nel procedimento penale e nel procedimento di esecuzione del mandato d’arresto europeo, al diritto di informare un terzo al momento della privazione della libertà personale e al diritto delle persone private della libertà personale di comunicare con terzi e con le autorità consolari. Il decreto, prosegue la nota del Governo, si inserisce nel contesto dell’integrazione europea e dell’armonizzazione delle legislazioni penali. In questo senso, l’ordinamento processuale italiano offre già un livello di garanzie in materia di assistenza, di partecipazione e di garanzie contro l’autoincriminazione, che è del tutto compatibile con i principi stabiliti dalla direttiva. Per tale ragione, conclude il comunicato, il decreto legislativo limita l’intervento a specifici e circoscritti aspetti della legislazione processuale, onde ampliare il corredo delle garanzie oggetto della direttiva.

Il Sole 24 Ore