Il Genoa vola con Perotti, Lazio furiosa con l’arbitro

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La Champions scappa via. La Lazio si ferma sul più bello: incassa la seconda sconfitta consecutiva perdendo 1-0 in casa con il Genoa e vede allontanarsi il Napoli, ora a +8. Fallito il tentativo di portarsi al quarto posto in solitario, che resta alla Fiorentina. I biancocelesti restano al sesto posto, in corsa per l’Europa League, ma di certo i tifosi biancocelesti si aspettavano una reazione più convincente dopo il ko in casa del Cesena. Il tabù del Genoa la Lazio non riesce proprio a sfatarlo: questa è l’ottava sconfitta consecutiva nelle sfide contro i rossoblù. La squadra di Preziosi è la bestia nera anche per Klose, che voleva festeggiare con un gol la sua centesima partita in serie A con la Lazio, invece anche questa volta è rimasto a secco. Il Genoa, che non vinceva da più di due mesi, conquista tre punti preziosi che lo rilanciano nella corsa all’Europa portandolo a -2 proprio dalla Lazio. La reazione che voleva Pioli non c’è stata. I biancocelesti sono stati anche sfortunati, hanno colpito un palo per tempo con Biglia e Mauri. L’espulsione di Marchetti al 27′ (che si è anche infortunato al torace nello scontro con Niang) ha complicato le cose e l’ingresso nel secondo tempo di Felipe Anderson, reduce da un infortunio, non è bastato per risolvere la partita. Il tecnico biancoceleste non ha gradito nemmeno la gestione arbitrale del match da parte di Gervasoni e non ha fatto niente per nasconderlo sia durante il match, quando l’arbitro lo ha richiamato minacciando di espellerlo, sia nel dopogara. Pioli non si è arrabbiato per un episodio in particolare, ma per una serie di decisioni che avrebbero penalizzato la sua squadra.

ROSSO MARCHETTI – Pioli si affida al tridente Mauri-Klose-Candreva. Felipe Anderson è recuperato ma non è ancora al 100 % e quindi parte dalla panchina. Preziosi risponde con il tridente leggero formato da Niang, Iago e Perotti. Borriello è rimasto ad allenarsi a Genoa. L’ex della Roma non gioca da troppo tempo e non è ancora pronto per una partita vera. La Lazio parte fortissimo e mette in difficoltà la squadra di Gasperini. Al 7′ la prima grandissima occasione: Biglia colpisce il palo su punizione. Bravo anche Perin a toccarla quel tanto che basta per evitare il gol. Il portiere del Genoa si supera un minuto dopo neutralizzando una botta di Candreva da distanza ravvicinata. I biancocelesti pressano a tuttocampo e tengono un ritmo molto alto. Il Genoa però è ben messo in campo ed è pericoloso in contropiede. Al 27′ l’episodio chiave: Marchetti stende Niang in area lanciato a rete. Gervasoni non ha dubbi: rigore e rosso per il portiere della Lazio. Pioli arretra Mauri e toglie Cataldi per far entrare Berisha. Dal dischetto Perotti porta in vantaggio il Genoa. La Lazio prova a reagire ma in inferiorità numerica deve per forza esporsi di più ai contropiedi dei rossoblù.

PALO MAURI – Nella ripresa Pioli inserisce subito il gioiellino Felipe Anderson al posto di Candreva. È il Genoa però a rendersi pericoloso con Iago Falque che si divora due occasioni in due minuti. La Lazio non riesce a riprendersi la partita e subisce l’iniziativa del Genoa, che però si perde sempre ai limiti dell’area. I biancocelesti sono anche sfortunati, perché al 22′ Mauri parte in contropiede ma centra il secondo palo della serata, dopo quello di Biglia. Al 35′ il capitano della Lazio ci prova con una bellissima rovesciata che però non trova la porta, prima di lasciare il posto a Keita. I biancocelesti ci provano fino alla fine, ma non riescono a trovare il pareggio. La Lazio si ferma sul più bello e forse saluta definitivamente il sogno di inseguire la Champions League.

CORRIERE DELLO SPORT