Il Genoa non si ferma più. Poker e spettacolo a Udine

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Giù il cappello. Il Genoa di Gasperini è terrificante. Dopo aver steso la Juventus passa a Udine 4-2 (terza vittoria fuori casa dove è imbattuta, quinto risultato utile di fila) andando a tallonare i cugini della Samp (vittoriosi nel derby) che adesso sono soli al terzo posto. Dietro, a un punto, ci sono i rossoblù, efficaci e concreti. Eppure l’Udinese li aveva messi in ginocchio dopo 23 secondi con la rete del solito Di Natale. Il Genoa li ha raggiunti e superati, si è fatto riprendere, ma nel secondo tempo ha resistito al caos organizzato dei padroni di casa ed è andata a vincere con due perle di Matri e Kucka che non sono due tiri isolati ma il frutto di un dominio sulla fascia destra dove Iago ha imperversato e in mezzo dove ha ribattuto ogni iniziativa con Sturaro onnipresente e Marchese e De Maio esperto e impeccabili dietro.

ILLUSIONE DI NATALE — Eppure comincia bene per l’Udinese: il solito gol di Totò arriva dopo 23 secondi. E’ Leandro Greco a combinare subito il pasticcio perdendo palla e favorendo Kone che serve il numero 10 che non dà scampo a Perin. Sembra facile per l’Udinese che controlla la reazione rossoblù. Solo Matri tira in porta, ma senza problemi per Karnezis. Che, però, non può nulla sul siluro da fuori area di Marchese che pareggia. Davvero un gran gol. Passano solo 2 minuti e stavolta è l’Udinese che combina un guaio grosso, per la precisione Bruno Fernandes. Guilherme perde palla, ma su un non irresistibile pallone che arriva in area il portoghese ha tutto il tempo e invece appoggia debolmente di petto verso il portiere che si supera su Edenilson ma Iago è tutto solo e pur colpendo male mette dentro. E’ un cazzotto per l’Udinese che subisce la velocità del Genoa che vince ogni rimpallo, a destra con lo scatenato Iago crea più di un pericolo e fa girare meglio il pallone. Strama si sbraccia in piedi, ma sembra non venirne a capo. Deve pensarci ancora una voltà Di Natale al 40′ che si accentra tiene in ballo la fila dei difensori rossoblù e piazza una palla a destra per Widmer, lasciato forse troppo solo da Sturaro, che sgancia un gran tiro imparabile per Perin. Un’altra magia del capitano e primo gol in serie A per lo svizzero.
GENOA DEVASTANTE — Stramaccioni lascia negli spogliatoi il distratto Bruno Fernandes e inserisce Badu cambiando modulo e passando al 4-3-1-2 con Kone a supporto delle punte. L’Udinese prova a far la partita ma basta una disattenzione di Piris che si fa scavalcare e superare da Iago che mette al centro: velo di Perotti, fortuito o voluto…, e Matri con una gran botta non perdona e riporta il Genoa in vantaggio. E’ un altro colpo tremendo per i bianconeri che provano a rialzarsi, ma solo Di Natale sbagliando una punizione e riprendendo il pallone va vicino al pareggio con un gran tiro. Piris continua a soffrire Iago, Gasperini cambia tutto mettendo tre uomini freschi nei primi 25 minuti mentre il tecnico dell’Udinese prova a vivacizzare un po’ giocando la carta del giovane brasiliano (’95) Lucas Evangelista per Kone. Allan continua a farsi il mazzo (così come Sturaro continua a randellare evitando il giallo) per tre e serve un bel pallone che proprio il brasiliano spara altissimo. Poi esce perché Strama lo sacrifica per la carta della disperazione: Muriel a 11 minuti dalla fine. Il colombiano fa appena in tempo a perdere dei palloni a tirare dall’altra parte del campo e a beccarsi qualche fischio. Ne approfitta ancora il sorprendente e devastante Genoa che con uno straordinario tiro di Kucka chiude la partita e continua a volare.
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