Il futuro dei giallorossi tra Garcia, Pjanic e il sogno della «remuntèe»

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«La Roma c’era prima e ci sarà anche dopo, indipendentemente da Garcia». Il monito del dg Baldissoni arriva poco prima dell’ottava vittoria consecutiva al Franchi, quella che ha aperto le porte della Champions League ai giallorossi. Dopo il fischio finale e la festa negli spogliatoi sulle note dell’inno ufficiale dell’Uefa, ci ha pensato il vicecapitano De Rossi a riportare l’attenzione sull’allenatore che «ha cambiato le cose, ha impostato tutto sul rispetto e soprattutto ha lavorato sui rapporti umani».

Rudi ha scelto di fare il sindacalista e spartire i meriti della straordinaria stagione tra società, giocatori e staff tecnico, ma è innegabile che sia stato lui il valore aggiunto, in grado di unire tutti verso lo stesso obiettivo. E poi, si sa, vincere aiuta a vincere, perciò fermarsi ora sarebbe sbagliato. La certezza del secondo posto non deve far sentire sazia questa Roma, che dovrà aspettare ancora per l’ultimo boccone, perché Garcia non si è stancato di rincorrere la Juventus e chiede almeno di provare a riprenderla: «Possiamo ancora sognare. Abbiamo raggiunto un grande traguardo, ma la nostra stagione può diventare eccezionale». Lo dice davanti alle telecamere che poco prima, mentre festeggiava la vittoria con la Fiorentina, avevano «beccato» il suo labiale: «Siamo secondi, adesso andiamo al primo posto».

Ѐ affamato Rudi e non s’accontenta mai. Proprio per questo, con la certezza del pass Champions (e conseguenti entrate nelle casse di Trigoria), con la società sta iniziando a programmare la prossima stagione. Presto il dg Baldissoni, il ds Sabatini e il CEO Zanzi raggiungeranno il presidente Pallotta negli States per un summit di mercato con vari punti all’ordine del giorno: dal rinnovo di Pjanic, che tarda ad arrivare, a quello dell’allenatore francese, da blindare. Il bosniaco continua a parlare come se il suo domani fosse nella capitale («Il prossimo anno il grande palcoscenico, questa squadra merita la Champions», ha scritto su Facebook), ma la firma non c’è e il pressing del Psg si fa insistente. La Roma resta in contatto con Paulinho e spera di convincere l’ex dg giallorosso Baldini a lasciarlo partire da Londra in estate, magari in prestito oneroso.

Garcia vorrebbe tenere Pjanic, la sua mente in mezzo al campo. Con lui parla di continuo durante le partite e Miralem lo stupisce di volta in volta: a Firenze ha recuperato nove palloni, più di tutti i compagni. Il bosniaco potrebbe essere il primo a raggiungere la Nazionale per preparare i Mondiali: l’accordo con il ct Susic, che lo ha risparmiato per l’ultima amichevole, visto che il ginocchio non era al meglio, per avere con una giornata di campionato d’anticipo Pjanic, s’ha da fare. «Iniziamo la preparazione il 15 maggio, vorrei averlo a disposizione per quella data», è il messaggio arrivato dalla Bosnia. Il fatidico incontro con la Juventus all’Olimpico sarà alla penultima e «Mire» potrebbe andar via subito dopo, ammesso che non ci siano più speranze di salire in cima alla classifica. La testa ora è al Milan, che arriva venerdì nella capitale.

La Roma, nonostante sia la prima a scendere in campo in questo turno, tornerà ad allenarsi solo domani mattina, dopo due giorni di riposo-premio concessi dal tecnico francese. Qualcuno ne ha approfittato per andare al mare o per fare un giro al centro, qualcun altro, come Balzaretti, è volato a Ibiza con la famiglia. Per Federico la stagione (da giocatore) è finita da un pezzo, ma con gli altri continua a sperare, da tifoso, nella miracolosa «remuntèe».

IL TEMPO