Il dramma di Duccio

Duccio Dini

Duccio Dini non ce l’ha fatta. Il 29enne travolto domenica a Firenze, mentre con il suo scooter era fermo al semaforo rosso, è morto ieri in seguito alle gravi ferite riportate. Duccio era stato investito da una delle auto coinvolte in un inseguimento in via Canova, causato da una lite familiare tra due nuclei rom di nazionalità macedone. Il giovane era stato portato al pronto soccorso di Careggi in condizioni disperate ed era stato ricoverato in terapia intensiva. La famiglia ha dato il consenso alla donazione degli organi.

“Duccio non ce l’ha fatta. La sua battaglia per la vita è finita tra le braccia della sua splendida famiglia e degli amici – ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, che per i funerali del giovane ha proclamato il lutto cittadino -. A loro va il profondo cordoglio di tutta Firenze”.

“Ringrazio i medici e gli psicologi del Comune per la loro professionalità e sensibilità – ha aggiunto Nardella -. I responsabili di questo omicidio sono stati fermati già ieri grazie all’azione tempestiva dei Carabinieri. Non chiamiamola fatalità. Ho fatto appello al ministro della Giustizia per garantire il massimo impegno perché esigiamo che sia fatta giustizia. Il Comune di Firenze si costituirà parte civile nel processo che si dovrà aprire, questo è certo”.

“Noi – ha spiegato il sindaco di Firenze – non lasceremo mai sola la sua famiglia e non permetteremo che qualcuno usi il loro dolore per scatenare una catena di violenza e di odio”. “Duccio su Facebook aveva una bellissima foto con scritto ‘Viva la vida’ – ha quindi concluso Nardella – credo non ci sia frase più bella per unirci insieme nel suo ricordo. Ciao Duccio”.

Cordoglio per la morte di Duccio è stato espresso anche dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini: ”Sarò presto a Firenze – ha annunciato il ministro – per affrontare la questione della sicurezza e per porre un argine alla criminalità diffusa in alcune zone della città”.

 

Adnkronos