Il curioso caso di Luca Toni

Luca Toni

«Fritti, scampi, et Chianti, calamari, Luca sei per me…NUMERO UNO!». Recitava così la canzone parodia del comico tedesco Matze Knop dedicata al Luca Toni di Baviera. Nel 2009, la cover di Zuppa romana, divenne un tormentone in Germania e rimase in classifica per nove settimane. Il brano si ritagliò anche un posto d’onore nella playlist del videogioco di karaoke SingStar. Superata la soglia dei 30 anni, Luca Toni è all’apice della popolarità e delle classifiche cannonieri. Da campione del mondo, con la maglia del Bayern Monaco mette a segno 58 reti in 89 partite ufficiali. Eppure, l’esordio in A dell’attaccante di Pavullo nel Frignano, arriva relativamente tardi.

Toni debutta nella massima serie in un Vicenza-Milan del 1° ottobre 2000, quando ha già compiuto 23 anni. Tre stagioni dopo, si ritrova di nuovo in serie B in forza al Palermo, prima della definitiva consacrazione con la casacca viola. Al termine dell’esperienza bavarese, la carriera di Luca Toni sembra ai titoli di coda. Non riesce nemmeno l’operazione nostalgia della Fiorentina. Nel 2012 i gigliati lo ripescano a Dubai, dove il centravanti modenese si stava godendo una pensione dorata tra le fila dell’Al Nasr. Toni riassapora la serie A e la gioia di qualche goal, ma non viene confermato. In estate arriva l’offerta del neopromosso Hellas Verona. L’ennesima scommessa per Luca. Con la maglia gialloblu, “Toni e furmini” sta vivendo una seconda giovinezza. A 37 anni suonati è tornato a ruotare con regolarità la mano destra vicino all’orecchio (tipica esultanza dopo un goal).

In questa stagione lo ha già fatto ben 16 volte, soltanto due in meno rispetto al giovane Ciro Immobile e al più blasonato Carlitos Tevez. Per lui segnare è come andare in bicicletta: non scordi mai come si fa. Le geometrie di Romulo e le accelerazioni dell’inafferrabile Iturbe, esaltano le qualità del redivivo spilungone modenese, divenuto nel frattempo il miglior marcatore di sempre dell’Hellas Verona in Serie A. Per l’andatura dinoccolata, il fiuto del goal e la capacità di risultare decisivo anche spalle alla porta, Luca Toni è un innesto tra il leggendario Guglielmo Gabetto e i più contemporanei Filippo Inzaghi e Alberto Gilardino. Spesso, la domenica deve attendere la diretta del post partita per parlare con un suo coetaneo: lui, sudato, in collegamento dal Bentegodi e l’ex compagno di turno, con cachet da opinionista, seduto nel comodo studio televisivo. Il contrasto lapalissiano si consuma quasi ogni week end davanti a milioni di telespettatori e conduce in modo inevitabile verso un unico sorprendente assunto: Luca Toni ringiovanisce invece di invecchiare! I suoi tifosi ne sono testimoni, la sua carriera ne è la prova. Accostabile per longevità solo ai più coccolati Totti e Zanetti, “Toni-gol” è come un giovane con l’esperienza di un vecchio.

E’ il Benjamin Button del calcio italiano. Sbocciato tardi, calcisticamente parlando, l’attaccante gialloblu classe 1977 sta pian piano intaccando anche le certezze di Cesare Prandelli. Se Toni dovesse continuare a ruotare la mano destra con continuità fino al termine della stagione, sarebbe difficile non prendere almeno in considerazione una sua eventuale convocazione per il Brasile. Pensare che quando divenne campione in Germania, l’ex viola aveva già 29 anni ed era all’esordio in un campionato del mondo! Insomma, Toni potrebbe ripercorrere le orme di un certo Roger Milla. Lo stravagante attaccante camerunense provò per la prima volta l’ebbrezza di un Mondiale all’età di trent’anni, durante la mitica estate di Spagna ’82. Milla ci ricascò di nuovo a trentotto (Italia ’90) e a 42 anni (Usa ’94), facendo goal in entrambe le manifestazioni e diventando il giocatore più anziano ad aver segnato nella storia del torneo. Roba da nostalgici del calcio. Storie che trasmettono messaggi più profondi delle semplici apparenze: speranze, insegnamenti di vita. «Non sai mai cosa c’è in serbo per te» ripeteva a Benjamin la madre adottiva. E allora chissà se il ritornello martellante di Matze Knop varcherà anche i confini del vecchio continente. «Luca Toni sei per me…NUMERO UNO!».

Gianluca Di Bella