Il castello delle nozze Vip era della colf

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Sequestrato il castello caro agli esponenti della “grande bellezza” romana, un maniero ruvido e gentile sulla Cassia, addolcito dal lusso e reso irresistibile dai richiami storici. Il suo presunto proprietario è stato indagato per evasione fiscale. L’estate si arroventa per il conte veneziano settantatreenne Fabrizio Sardagna Ferrari Von Neuburg und Hohenstein, già padrone di Cà Dario, il palazzo jellato che fu di Raoul Gardini. Ieri mattina i finanzieri del comando provinciale di Roma, in esecuzione del provvedimento emesso dal Gip del tribunale di Roma su richiesta della Procura, hanno sottoposto a sequestro il patrimonio mobiliare e immobiliare riconducibile al conte. Sigilli al castello e sequestro preventivo di cinque ville collocate nel parco di Veio, a pochi metri al maniero risalente al 1300, un capolavoro provvisto di “jardin d’hiver” che viene affittato ai divi o a quelli che hanno i soldi per festeggiare come i divi.

Nell’elenco delle presunte proprietà del conte anche sette ville costruite abusivamente a ridosso del mare all’Argentario. Il punto è che all’Erario Sardagna Ferrari, che gira con un elicottero provvisto di stemma, risulta quasi sconosciuto, avendo denunciato, il nobiluomo, un reddito che lo colloca sulla soglia della povertà. Il patrimonio intero e nella fattispecie il castello di Tor Crescenza, risulta intestato a società estere (nello specifico Lussemburgo e Inghilterra) che, neanche a dirlo, fanno capo ad un giardiniere e ad una cameriera del conte.

DA TOTTI A BRIATORE

E dire che solo il maniero affittato puntualmente al jet set italiano (è diventato noto al pubblico per gli sfarzosi ricevimenti nuziali di Totti e Blasi, di Briatore e Gregoraci e per il soggiorno di Silvio Berlusconi, che vi ha abitato durante il 2010) ha fruttato dal 2011 al 2014 dodici milioni di euro. Mai versata tra l’altro l’imposta comunale, pari a trecentomila euro. La ricostruzione parcellizzata dell’impero economico e l’infedeltà della dichiarazione dei redditi presentata dal blasonato signore ha spinto la Procura di Roma a chiedere l’emissione di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per l’equivalente delle disponibilità individuate. L’importo è di circa 3 milioni di euro, pari alle imposte evase. La Finanza procederà, inoltre, a segnalare ai Comuni di Roma e di Monte Argentario di procedere all’abbattimento o all’acquisizione a patrimonio delle cinque ville costruite abusivamente nel parco di Veio e dei lussuosi locali edificati sull’Argentario in spregio delle norme edilizie vigenti.

UNA VITA CHIASSOSA

I sigilli apposti aprono uno dei capitoli più complessi, economicamente parlando, che orlano la chiassosa vita del conte veneto, in virtù di un amore finito nel peggiore dei modi, quello con la principessa Sofia Borghese, (figlia di Scipione e discendente di Papa Paolo V), con la quale è stato sposato per trent’anni e dalla quale ha avuto tre figli. La coppia risiedeva proprio nello stupefacente castello di Tor Crescenza, alle porte di Roma, fra le comodità che fornisce solo un conto corrente congruo. Già dal 2008 il rapporto non funzionava più e l’eco di liti e dispetti era arrivato alla stampa. Ma è nel 2011 che il “colpo di grazia” piomba su queste nozze ed ha la faccia dell’imprenditore Francesco De Vito Piscicelli, già arrestato per corruzione nel 2010, uomo passionale che nel 2011 tenta il suicidio ingoiando barbiturici e che nel 2013, per pranzare con la madre al mare, parcheggia il suo elicottero sulla spiaggia di Ansedonia. L’imprenditore, amico del conte Sardagna Ferrari, viene ospitato nella villa di quest’ultimo all’Argentario, quattromila metri quadrati con vista sull’isola Del Giglio. Nel 2012 il custode sorprende però Sofia e Piscicelli in atteggiamenti affettuosi. La bomba esplode con la rapidità di un fulmine.

LA BOMBA IN TRIBUNALE

Sardagna non ci sta e si rivolge al Tribunale per sfrattare l’ex amico: gli eventi si susseguono in modo disordinato. Dalle denunce si passa ai processi. Sardagna viene accusato da Piscicelli di avergli infilato 900 grammi di sostanza simile a cocaina tra i vasi del cortile. Il nove ottobre 2013 viene data alle fiamme la sua auto, nel settembre scorso il suo elicottero subisce un tentativo d’incendio. Sofia Borghese, è cronaca più recente, finisce in ospedale con qualche ferita lieve e accusa proprio l’ex marito di averla aggredita. Lui deve ora rispondere di lesioni. La coppia scoppiata s’incontra e si scontra nei tribunali, con clamore. Le accuse reciproche non disdegnano la privacy di entrambi ma tengono conto di un immenso patrimonio evidentemente conteso. Le liti fra la principessa ed il suo ex principe azzurro hanno come scenografia anche via Veneto, dove lui le impone di sottomettersi, perché, osserva, «resti sempre la mia cameriera». A fare le spese del clima turbolento esistente tra i genitori è una dei figli, la contessina Sardagna, a cui il padre vieta di sposarsi nel castello di Tor Crescenza e che viene apostrofata dal genitore con il poco gentile epiteto di «arpia».

Il Tempo