Il calcio italiano è tutto da rifondare

Figc

Questa stagione calcistica 2013/14 sta segnando un ennesima svolta in negativo del nostro calcio rispetto al resto d’europa, che rispecchia guarda caso anche la situazione socio-economica che sta vivendo il nostro paese. Vediamo quali possono essere i motivi che aumentano questo gap: Innanzitutto si pu puntare il dito sulle nostre società di calcio che sono lontanissime parenti di quelle che negli anni passati erano capaci di annoverare tra le proprie fila  giocatori stranieri del calibro di Platinì, Maradona, Zico, Rummenigge, Van Basten ,Shevchenko e Ronaldo.

Squadre  blasonate come il milan, l inter, la juve passando per la lazio, il parma, il napoli e la sampdoria hanno fatto per anni incetta di trofei internazionali ma dal 2010 in poi le luci dei riflettori si sono spente ed il nostro campionato è andato via via impoverendosi sia a livello di liquidità sia di calciatori cosidetti top player. Infatti fatta eccezione per Tevez, i vari Kaka ,Balotelli e Gervinho panchinari di lusso in premier ed in liga sono protagonisti da noi il che e’ veramente preoccupante. Il nostro ranking uefa e’ in caduta libera e quest’anno se la vecchia signora non va avanti in eufa league rischiamo di essere superati sia dalla Francia che dal Portogallo . Non splendiamo di certo anche per la situazione dei nostri stadi ,che ad eccezione dello Juventus Stadium, sono fatiscenti con un allarmante calo di pubblico tra gli spalti che offre uno spettacolo veramente desolante e demoralizzante rispetto alle strutture inglesi o tedesche.

Tutto ciò e’ dovuto anche all’incapacità dello stato con la complicità delle società, di debellare una volta per tutte fenomeni di violenza tra opposte tifoserie che allontanano le famiglie dai templi del calcio. Insomma se ci mettiamo anche a parlare della totale confusione che regna nella lega calcio unite ai pessimi risultati tecnici delle nostre giacchette nere capitanate dal  duo Nicchi-Braschi emerse anche nell’ultima giornata di campionato possiamo concludere che questo calcio e'” tutto da rifondare“.

Fortunati Roberto