Il Brasile tra ‘Ola Ola’ e ‘La la la’, la sfida mondiale a suon di note

Massimo Persotti

Il Mondiale di calcio non è solo una sfida tra le Nazionali, un campionato diverso si gioca tra note e rime baciate, melodie pop e grandi star. Già perchè da qualche anno ormai, ogni Mondiale è accompagnato dalla sua colonna sonora. Ufficiale e non. E giammai il Brasile, che è anche la terra della musica e della danza (e del samba in particolare) sarebbe potuto sfuggire a questa regola.

Anzi, proprio perchè siamo in Brasile, si moltiplicano i brani che aspirano ad accompagnare le gesta di Messi e Ronaldo. I due tormentoni che già invadono le radio da qualche settimana e si promettono battaglia sono due coretti micidiali che puntano su due formule linguistiche tra interiezione ed esigenze di ritornello. ‘Ola Ola’, sottotitolo di ‘We are one’ è la canzone ufficiale firmata da Pitbull con Jennifer Lopez, mentre ‘La la la’  è la risposta di Shakira con l’artista Carlinhos Brown.

Chi vincerà, lo sapremo durante l’estate. Ma è curioso sapere come la ‘prima volta’ dell’abbinamento Mondiali di Calcio e musica risale addirittura al 1962. Il Cile ospita il torneo e gli organizzatori decidono di affidare a una giovane band cilena, i Los Ramblers, il compito di comporre la prima canzone ufficiale della Coppa del Mondo. Si tratta di ‘El Rock Mundial’, motivo che poi divenne popolarissimo.

Da allora, canzoni e pallone è diventato un binomio vincente. Noi italiani ricordiamo l’inno ‘El Mundial’ del 1982, bellissimo, solo musica niente parole, composto da Ennio Morricone, con in copertina l’avvenente Silvio Dionisio. E otto anni dopo, con i mondiali in casa, l'”Estate italiana” cantata da Gianna Nannini e Edoardo Bennato.

Ma all’inno mondiale non si sono sottratti gli altri Paesi. Ad esempio, resta celebre l’inno dell’Inghilterra per Messico 1986 firmato da Tony Hiller, Stan James e Bobby James con il profetico – al contrario – “We’ve got the whole world at our feet”, visto che poi piuttosto che trovarsi il mondo ai piedi, la nazionale di Sua Maestà dovette piegarsi all’Argentina di Maradona.

Da fine anni Novanta in poi, le colonne sonore dei Mondiali diventano terra di conquista delle grandi pop-star. Stati Uniti 1994 vede in pista Daryl Hall con “Gloryland”, Francia 1998 Ricky Martin con “A copa de la vida”, Corea del Sud e Giappone 2002 Vangelis con ‘Anthem’. Ma è Shakira che batte ogni concorrenza, arrivata quest’anno alla terza partecipazione ai Mondiali dopo “Hips don’t lie” nel 2006 e la celebre “Waka – waka” nel 2010.

Ci sono colonne sonore e tormentoni. Dolce per le orecchie italiane, il po-poo-poo-pooo-po-pooo-pooooo strappato a Seven Nations Army degli White Stripes, diventato il nostro canto di gioia per Germania 2006. 

Ma la sfida a suon di musica non si ferma qui. Nella battaglia-tv tra Rai e Sky per la conquista di spettatori affamati di calcio, anche la musica recita una sua parte. Così, mentre Mina ha inciso “La palla è rotonda” per gli stacchi musicali della Rai sul Mondiale, a Sky hanno preferito un artista giovane, Emis Killa, che con “Maracanã” ha sperimentato un mix tra rap e samba.

Massimo Persotti