Icardi-Osvaldo, rilancio Inter. Ancora 7 gol con il Sassuolo

OSVALDO_ICARDI

A furia di incensare Zaza e Berardi dopo le prodezze in azzurro, finisce che l’Inter si carica a pallettoni e il Sassuolo si affloscia come un soufflé venuto male. Arriva così l’incredibile bis del già incredibile 7-0 del settembre scorso. E il pallottoliere non si ingolfa soltanto perché la squadra di Mazzarri, che chiude con 4 punte in campo, a un certo punto si ricorda che tra giovedì e domenica avrà due trasferte delicate a Kiev e Palermo. Con l’aggiunta di Guarin, la goleada porta le stesse firme del set rifilato allo Stjarnan il 28 agosto, ma stavolta la tripletta è di un Icardi maestro di cinismo, mentre Kovacic si accontenta di un gran gol e magie assortite. Osvaldo completa l’opera con una doppietta e WM concede minuti rigeneranti anche a Guarin, che invece di segnare prima manda in porta Daniel poi non può esimersi dal firmare il 7-0 finale, due minuti più tardi e a 9′ dal suo ingresso in campo. Sassuolo molle e supponente. L’espulsione di Beraradi non conta. I nerazzurri erano già sul 5-0.

LE SCELTE — Mazzari preferisce Osvaldo a Palacio come compagno d’attacco di Icardi. Suggli esterni ci sono Nagatomo e Dodò. Esordio a San Siro per Medel. Andreolli rileva lo squalificato Vidic. Di Francesco punta forte sul tridente Berardi, Zaza, Sansone. A destra gioca l’unico straniero, Vrsaljko, preferito a Gazzola.
PRIMO TEMPO — Neanche il tempo di registrare il gran silenzio dovuto alla chiusura per squalifica della Curva Nord che l’Inter passa. Strappo di Kovacic dalla sinistra, tentativo di tiro dal limite che dopo un rimpallo finisce sul piede di Icardi, al limite del fuorigioco. Consigli ipnotizza l’argentino, ma sulla respinta non può nulla. Anche tatticamente, la gara dovrebbe mettersi in discesa per i nerazzurri, che sembrano alzare il piede dall’acceleratore e lasciare campo all’avversario. Al 15′ Berardi viene fermato per un fuorigioco che non c’è. Vero anche che l’attaccante era in posizione defilata. Vrsaljko ha la peggio dopo un contrasto con Dodò e lascia il campo per Gazzola. Con un ex trequartista come Missiroli, il centrocampo a tre del Sassuolo però è troppo leggero e al 21′ l’Inter raddoppia al termine di una splendida azione tutta di prima: tacco di Icardi, Osvaldo appoggia per l’accorrente Kovacic che taglia a fette la difesa emiliana e fredda Consigli con un tocco di esterno. Con la mediana che non fa filtro, la difesa va in tilt. E l’Inter va a nozze, facendo tris poco dopo con Icardi che riceve da Hernanes al limite e invece di puntare la porta, prende la mira e fa centro con un destro a giro nell’angolino. Festa grande, applaude pure Massimo Moratti, in tribuna dopo 4 mesi. Ma non è finita qui, perché i neroverdi sembrano anche presuntuosi. Mentre Zaza è il fratello” sfigato” di quello visto in azzurro, la difesa è proprio impresentabile. Dodò al 43′ scherza Gazzola e Terranova e fila in porta. A Consigli riesce un doppio miracolo, ma la palla finisce a Osvaldo che da 5 metri fa poker in mezzo alle statuine emiliane.
SECONDO TEMPO — Anche se a buoi scappati, Di Francesco dà un minimo di peso alla mediana con l’ex Taider che rileva Missiroli. Ma la musica non cambia, il luna park rimane aperto e ad ogni tiro l’Inter vince una bambolina. Icardi si porta a casa la terza, incrociando alla perfezione di sinistro sull’assist di Kovacic. L’argentino è di nuovo in posizione dubbia, ma resta il fatto che il Sassuolo non c’è. Berardi poi lo affossa facendosi espellere per una gomitata a Juan Jesus. Entra Guarin per l’applauditissimo Kovacic e fa subito di avere l’atteggiamento giusto. Prima invece di tirare manda in gol Osvaldo, poi si prende la gloria personale con un destro dal limite. C’è tempo per rivedere anche Palacio, che prende il posto di Dodò. In campo ci sono dunque i 4 attaccanti in rosa, in una sorta di improbabilissimo 4-3-3 che conferma trattarsi di partita in cui di normale non c’è nulla. Ora starà all’Inter maneggiare con cura questo risultato, evitando di perdersi come fece l’anno scorso dopo l’abbuffata al Mapei Stadium. Lo stesso vale per il Sassuolo, che dopo quella scoppola pareggiò a Napoli iniziando la risalita salvezza. Ma urgono più equilibrio tattico e soprattutto un bagno di umiltà.
GAZZETTA DELLO SPORT