I vigili d’Italia scioperano per Roma

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ROMA La minaccia è dai toni enfatici: «Bloccheremo Roma», promettono i vigili dell’Ospol, il sindacato più barricadero dei caschi bianchi, che ieri ha convocato uno sciopero nazionale della categoria per il prossimo 12 febbraio. Una dimostrazione che farà arrivare nella Capitale vigili da tutte le parti d’Italia, da Firenze a Milano, e che nasce soprattutto per vendicare il «fango» che, secondo l’organizzazione, sarebbe piovuto sui pizzardoni dopo lo scandalo degli agenti assenteisti la notte di Capodanno, quando nelle strade della Capitale disertò il turno l’85% degli agenti, di cui il 75%, ufficialmente, per “problemi di salute” dell’ultimo minuto.
La protesta però ha già spaccato il fronte sindacale: i confederali hanno subito fatto sapere che non solo non parteciperanno alla manifestazione ma che neanche ne condividono le ragioni. La Uil ha parlato di «un’iniziativa personalistica presa quasi di nascosto», mentre per la Cisl «la vertenza di Roma non va svenduta».
IN MARCIA
L’Ospol però tira dritto. E prova a organizzare un’adunata «di 60mila vigili» da far sfilare nelle vie del centro della Capitale, da piazza della Repubblica fino a Santi Apostoli, proprio dietro al Campidoglio, con cui lo scontro nelle scorse settimane è stato feroce, anche se proprio due giorni fa è stata faticosamente raggiunta un’intesa sul nuovo contratto dei dipendenti comunali, vigili compresi. Secondo l’Ospol però non basta: «La goccia che ha fatto traboccare il vaso è la valanga di fango contro la polizia locale di Roma lanciata dalle istituzioni, a partire dal Comune». Perché secondo questa organizzazione sindacale – che ha i propri sostenitori soprattutto tra gli agenti che prestano servizio in strada – l’aver diffuso i numeri record sulle assenze di Capodanno altro non sarebbe che un atto «infame». Anche se, spiega Francesco Garofalo, segretario generale della Csa, di cui l’Ospol fa parte, «vogliamo portare all’attenzione del governo anche temi nazionali, come la nostra richiesta, ormai decennale, di equiparare la polizia locale alle altre forze di pubblica sicurezza».
I DISAGI
Alla protesta di Roma dovrebbero aderire gli agenti delle altre città dove il sindacato è radicato, soprattutto nel Centro Italia: quindi Firenze, Perugia, L’Aquila, Pescara, ma anche Latina, Rieti e Ascoli. «E ci saranno delegazioni anche dal Nord, da Milano a Genova», annuncia il segretario dell’Ospol, Luigi Marucci.
Il rischio è che, per venire a Roma, gli agenti lascino sguarnite le strade delle città di appartenenza, con inevitabili disagi sul fronte della viabilità in tante zone del Paese.
LA DIVISIONE
Gli altri sindacati però si sono dissociati dallo sciopero. Per Francesco Croce della Uil, si tratta di un’iniziativa che «rischia paradossalmente di spuntare le armi per il conseguimento degli obiettivi che i lavoratori ci hanno chiesto in piazza di raggiungere». Secondo il sindacato guidato da Carmelo Barbagallo, «sarebbe stato più intelligente se si fosse deciso tutti insieme di fare un’iniziativa locale e nazionale che avrebbe avuto ben altra portata ed effetti. Questo sciopero pregiudica in partenza il mantenimento di un blocco compatto di cinque sigle sindacali e in questo senso i vigili sapranno giudicare quanto c’è di personalistico in una decisione volutamente non condivisa».
Dura anche la Cisl. «Non possiamo svendere a livello nazionale una vertenza che è di Roma – dice Giancarlo Cosentino – La dignità del Corpo la dobbiamo difendere davanti al sindaco, senza mischiarla con questioni nazionali».
L’INDAGINE
Mentre i sindacalisti litigano, in Comune va avanti l’inchiesta sulle assenze di San Silvestro. La prossima settimana dovrebbe concludersi la fase istruttoria condotta dagli ispettori inviati dal ministero della Funzione Pubblica, che dovrebbero formalizzare l’avvio di nuovi procedimenti disciplinari contro dipendenti che si sono assentati senza giustificazione. Al momento sono stati inoltrati già 30 deferimenti.

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