I Boateng, saga mondiale Fratelli per modo di dire senza esclusione di colpi

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Fratelli contro. È già successo. E succederà ancora stasera. Dove in campo saranno addirittura quattro: tre da un lato, uno dall’altro. I favori del pronostico sono però per la squadra di quest’ultimo, ovvero la Germania di Bum Bum Muller, tre gol all’esordio contro il Portogallo e tanti saluti a chi pensava che i panzer tedeschi potessero fare fatica: avversario, il Ghana battuto dagli Stati Uniti e per questo chiamato all’impresa salvo salutare in fretta il Brasile. E allora: di là Jerome Boateng, di qua il fratello Kevin Prince e la coppia degli Ayew, Andrè e Jordan. Figli, questi ultimi, di quell’Abedì Pelè che vinse tre volte il Pallone d’Oro Africano vestendo anche la maglia del Torino: famiglia importante, insomma. E fratelli che sono stati pure compagni di squadra nel Marsiglia fino a sei mesi fa, prima che il più giovane Jordan venisse ceduto in prestito al Socheaux: croce e delizia, tra comportamenti non sempre politically correct e un talento comunque più che discreto. Titolari pure oggi, gli Ayew: tirare il fiato non si può e del resto André, entrato nel mirino del Napoli, ha anche segnato il momentaneo pareggio contro gli Stati Uniti.

Gli uomini copertina sono però i fratelli Boateng, oggi come quattro anni fa in Sud Africa. Avversari in Bundesliga – Jerome gioca nel Bayern Monaco, Kevin Prince nello Schalke – e pure in nazionale. Di solito vince il primo (compreso il match del 2010), però il secondo ha una voglia matta di fare lo sgambetto ai potenti («Loew non ha leader autentici: appenda pure questa frase nello spogliatoio, non cambierà la storia») per dare un definitivo colpo di spugna anche a quanto accaduto anni fa. In sintesi: coinvolto in «atti di indisciplina» quando, insieme pure al fratello (stesso padre, madri diverse), stava preparando gli Europei Under 21 del 2009, l’ex milanista KP venne escluso dal gruppo che avrebbe poi vinto il torneo. Da lì scaturì la decisione di scegliere la nazionale ghanese, dicendo addio anche a un possibile reinserimento nel gruppo: Khedira, Neuer, Ozil, Hoewedes e Hummels – oltre al fratellastro Jerome – hanno nel frattempo fatto il salto nella Germania dei Grandi e oggi se li ritroverà di fronte non senza che nel frattempo si sia sparso altro veleno. 

«Certe regole vanno rispettate – ha di recente dichiarato Khedira -. Kevin non manca a questa Germania». Ovviamente più soft il parere di Jerome, con cui i rapporti si sono normalizzati nel corso degli anni: «Vinco sempre io, ma lo ammiro perché ha coraggio, non molla mai e si è ripreso a meraviglia da alcuni problemi che ha avuto nel corso della sua vita». Sarà che con il passare del tempo tanti spigoli si arrotondano, fatto sta che adesso i due sono fratelli «quasi» veri essendosi anche impegnati in progetti umanitari: Jerome è «portatore di speranza» per l’Unesco e finanzia progetti per l’infanzia, Kevin è testimonial Onu nella lotta al razzismo dopo avere lasciato il campo a Busto Arsizio – a causa degli insulti che gli venivano rivolti per il colore della sua pelle – durante un’amichevole che stava giocando con il suo Milan. Comunque sia, stasera nessuno tirerà indietro la gamba.

IL GIORNALE