I bambini hanno diritto a un papà e una mamma

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Per una singolare coincidenza temporale, proprio mentre in Italia le sentenze della Corte Costituzionale sulla fecondazione eterologa e del tribunale di Grosseto sul riconoscimento delle nozze omosessuali suscitano un vespaio di reazioni, Papa Francesco è tornato a pronunciare parole chiare e inequivocabili a difesa della vita umana e della famiglia formata da un uomo e una donna. «La vita umana è sacra e inviolabile. Ogni diritto civile poggia sul riconoscimento del primo e fondamentale diritto, quello alla vita, che non è subordinato ad alcuna condizione, né qualitativa né economica né tantomeno ideologica» ha ricordato il Papa parlando ai rappresentanti del Movimento per la Vita, presenti nella Sala Clementina con tanti bambini, al punto che il Pontefice, entrando, ha detto scherzando «ho pensato di aver sbagliato porta, di essere entrato in un Kindergarten…». Ha poi aggiunto che «uno dei rischi più gravi ai quali è esposta questa nostra epoca, è il divorzio tra economia e morale, tra le possibilità offerte da un mercato provvisto di ogni novità tecnologica e le norme etiche elementari della natura umana, sempre più trascurata. Occorre pertanto ribadire la più ferma opposizione ad ogni diretto attentato alla vita, specialmente innocente e indifesa, e il nascituro nel seno materno è l’innocente per antonomasia». Denso di significato anche il discorso alla Delegazione dell’Ufficio Internazionale Cattolico dell’Infanzia. Francesco ha chiesto perdono per lo scandalo della pedofilia: «Mi sento chiamato a farmi carico e a chiedere perdono di tutto il male che alcuni sacerdoti – abbastanza in numero, ma non in proporzione alla totalità – hanno compiuto, per gli abusi sessuali sui bambini. La Chiesa è cosciente di questo danno. È un danno personale e morale loro, ma di uomini di Chiesa. E noi non vogliamo compiere un passo indietro in quello che si riferisce al trattamento di questo problema e alle sanzioni che devono essere comminate. Al contrario, credo che dobbiamo essere molto forti. Con i bambini non si scherza!». Francesco, dall’alto della sua indiscussa autorità morale, ha anche ribadito «il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al loro sviluppo e alla loro maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva». Parole non contro le unioni omosessuali ma in difesa del diritto dei bambini di crescere in un ambiente adeguato. Un atteggiamento che spiega anche il nuovo approccio del Papa sui cosiddetti «temi etici»: non la contrapposizione con chi la pensa diversamente bensì la proposta dei motivi profondi delle proprie convinzioni. Il Papa ha anche difeso «il diritto dei genitori all’educazione morale e religiosa dei propri figli. E a questo proposito vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del pensiero unico». Ieri è stato anche presentato il documento conclusivo della Settimana sociale dei cattolici che si è svolta a Torino, dedicata alla famiglia, intorno alla quale è in corso «una battaglia politica». «Non bisogna confondere il rispetto per ogni tipo di convivenza e chiamare famiglia ciò che famiglia non è» ha detto mons. Miglio, arcivescovo di Cagliari e presidente del comitato organizzatore.ù

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