I 5 Stelle vanno oltre il direttorio Scatta la rivoluzione di Grillo

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Un post per delineare il futuro del Movimento dopo le indiscrezioni sull’azzeramento del direttorio. Un post nato dalla richiesta pressante di una smentita, dopo una serie di contatti mattutini, dei cinque deputati interessati. Beppe Grillo cerca di calmare le acque dei Cinque Stelle e interviene annunciando l’arrivo di novità organizzative. Il leader traccia una fotografia dello stato attuale del M5S, ma non prende una posizione netta sulle strategie: «In futuro continueremo a evolvere, ad allargare di conseguenza la struttura di coordinamento e a potenziare gli strumenti di democrazia diretta», scrive. Parole che non suonano proprio come una difesa strenua dei cinque parlamentari. Parlando di loro, Grillo sottolinea: «Si confrontano regolarmente con me per esaminare la situazione generale, condividere le decisioni più urgenti e costruire, con l’aiuto di tutti, il futuro del Movimento 5 Stelle». Di fatto, con il post ribadisce come lui stesso sia tornato centrale nella vita del M5S. Un ruolo che — raccontano i rumors — sarà dirimente (di concerto con il parere di Davide Casaleggio) per molti punti.

Lo scontro
«Non c’è nessun azzeramento del direttorio», dice prima dell’uscita del post Luigi Di Maio, ma a prescindere dai sofismi della forma l’annuncio di cambiamenti suona come — spiegano alcuni pentastellati — «una presa di coscienza inequivocabile dei fatti delle ultime settimane». Se il futuro rimane ancora nebuloso, ciò che è certo la tensione che si respira nel presente. Le fughe di notizie hanno di fatto creato un clima da caccia alle streghe per individuare i colpevoli. Ortodossi e pragmatici adesso devono affrontare l’avanzata dei senatori, che rivendicano maggiori spazi (e proprio loro sono al centro dei molti totonomi che impazzano per i nuovi ruoli di coordinamento). A dare il quadro della situazione, la riunione fiume di sei ore — in parte congiunta, in parte solo con gli inquilini di Palazzo Madama —: si è deciso di lanciare una controffensiva mediatica. Già oggi diversi pentastellati saranno impegnati in vari programmi tv, in primis Di Maio su Rai3 — che rivela l’Adnkronos — avrebbe dovuto essere sostituito da Roberto Fico: quest’ultimo, tuttavia, non avrebbe dato la propria disponibilità, confermando il braccio di ferro tra i due. E nello scacchiere composito del Movimento i senatori sono riusciti a strappare il loro primo successo in quella che ormai appare come una «guerra di posizioni»: la promessa di un impegno più costante e diffuso nei salotti televisivi. «Più volti, più responsabilità condivise» è il mantra.

I saggi
Intanto continuano a trapelare indiscrezioni che vanno oltre il ruolo dei parlamentari: si parla di un comitato di saggi con Dario Fo e Ferdinando Imposimato. La base Cinque Stelle sul blog esprime soddisfazione per le novità, ma anche perplessità. «Della “democrazia diretta” vedo il fantasma: la base non decide nulla e i “coordinatori” sono nominati dall’alto» si lamenta Giancarlo. «La perfezione assoluta non esiste, se non per un breve lasso di tempo, tuttavia sono convinto che, in ogni caso, la democrazia diretta è soggetta a meno errori di quella delegata» fa eco Salvatore. E c’è chi, anche tra i parlamentari, chiede che le novità siano votate sul blog dai militanti.

Corriere della Sera