I 5 modi di vincere della Roma

ROMA  ATALANTA

Qualche settimana fa, qualcuno lo ricorderà, abbiamo accuratamente riportato i 5 modi di vincere della Juventus, raramente degni di lode. Stavolta descriviamo i successi romanisti, decisamente più limpidi e meritevoli di apprezzamento.

1) Il trionfo: “più forti di tutto”

La Roma ha vinto, meritatamente, uno scudetto, una partita importante di Coppa o campionato. E’ dunque riuscita a trionfare, contro tutto e tutti, che come è noto ne ostacolano ogni corsa al successo. Solitamente, vuol dire gran folla a Fiumicino (o miliardi di persone al Circo Massimo, se di scudetto si tratta, mentre di Coppe ahimè non abbiamo prove empiriche), entusiasmo sulla Rai, e rivincita dei tifosi che finalmente possono godersi il trionfo agognato da tempo. In radio, e parliamo della radio nazionale, si commenta il titolo 2001 con “mai scudetto fu più meritato”. Per quale motivo fosse il più meritato, poi, non fu dato saperlo. E’ la vittoria contro il Palazzo, il sistema, sono i buoni che battono i cattivi, gli indiani che sovvertono la storia e cacciano gli invasori dalle loro terre, ma anche l’Impero romano che riprende la sua cavalcata e torna a schiacciare ogni nemico. Il calcio, tutto a un tratto, si è temporaneamente ripulito. Parte la festa, che giustamente dura diversi mesi e non risparmia nessun avversario.

2) La vittoria in scioltezza

E’ la vittoria contro il Parma, il Chievo, l’Atalanta, solo per restare alle ultime partite. Oppure sempre contro il Parma all’ultima di campionato, proprio nella stagione del tricolore 2001. I giallorossi schiantano i loro avversari senza faticare troppo. E’ l’altra faccia della vittoria “scansamose” dei rivali juventini. Qui l’avversaria non si è scansata, d’altronde un favore alla Roma non è concepito, non sarebbe possibile per definizione: semplicemente, la Roma è stata troppo forte, e in fondo è solo l’ennesima dimostrazione che sarebbe prima con dieci punti di vantaggio, se non ci fossero stati i noti aiutini e qualche avversaria della Juve troppo morbida. Contro la squadra di Garcia, Atalanta, Chievo e Parma hanno dato tutto, anche oltre le loro possibilità, ma non è bastato a impensierire minimamente l’armata giallorossa.

3) La vittoria sofferta

E’ il successo a fatica, pur contro una piccola squadra. Come già visto, per la Juve questo tipo di vittoria equivale alla dimostrazione che la squadra non è poi così forte come si dice. Qui, cambia tutto: la Roma vince a fatica perché tutti, contro di lei, fanno tutti la partita della vita. Il portiere, in primis, “facci caso, quello para tutto solo con noi”. Il centrocampista che non azzecca la partita da mesi, “oggi sembrava indemoniato”. Il centravanti che di solito non segna mai, ma “con noi ovviamente si è risvegliato”. Tuttavia, si è vinto lo stesso. Eroici.

4) La vittoria con favore arbitrale

Premessa: questa non è prevista. Per cominciare l’errore non era un errore. Insomma, prima reazione collettiva: non siamo stati favoriti, impossibile. Se guardi bene, il difensore tocca l’attaccante, c’è una trattenuta, tre minuti prima hanno ingiustamente invertito il fallo laterale, eccetera eccetera. Seconda: è stato un errore, ma impercettibile. “Anzi, in questi casi le direttive arbitrali dicono che non va alzata la bandierina, quindi ha fatto bene e non segnalare il fuorigioco”, e altre finezze giuridiche di tifosi improvvisamente non più complottisti, ma profondi conoscitori dei cavilli regolamentari. Ove invece l’eventuale errore a favore si riveli palese e difficilmente contestabile, terza reazione, la più importante, sempre valida: “è proprio la dimostrazione che sono in malafede, ora ci fanno vincere con l’aiutino per dimostrarci che non c’è nessun disegno, ci danno il contentino”. In sintesi: non c’è stato favore; se c’è stato, non era comunque un vero errore; se si è trattato di vera svista, era solo per darci un contentino che attesta la malafede del Palazzo.

5) La vittoria morale

Si tratta di quella che i tifosi delle altre squadre chiamano più semplicemente sconfitta. Per la Roma no, e in fondo ce lo ricorda un noto slogan dei tifosi: chi tifa Roma non perde mai. E in effetti, dopo lo scudetto svanito per Turone; la grande rimonta di Eriksson vanificata da Roma-Lecce; due testa a testa con l’Inter, in cui ha prevalso quest’ultima; una finale di Coppa Campioni contro il Liverpool o di Uefa ancora contro l’Inter; la beffa che vanifica “epici” tentativi di rimonta come Roma-Slavia Praga (un semplice quarto di Coppa Uefa divenuto una sorta di leggenda) o Roma-Torino di Coppa Italia (nonostante 3 rigori a favore, ovviamente nettissimi) ; ebbene, se la Roma perde, in tutti questi casi, non ha perso davvero, ma ha vinto moralmente. Poi il Palazzo o il fato avverso hanno deciso diversamente, ma la Roma ha vinto anche stavolta. E’ la vincitrice morale. Concerto di Venditti, grazie Roma che ci fai abbracciare ancora, e tutti a casa tristi ma consci di avere perso solo per colpa del destino. Sarà per la prossima volta. E comunque vada, sarà un successo.

Massimo Zampini