Hollande, l’addio agli agenti uccisi La Ue: tra i jihadisti oltre 5mila europei

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Il rischio zero non esiste e non può esistere, né in Francia né in Europa. Anche se siamo di fronte «alla più grave minaccia terroristica dall’11 settembre», come dice Europol, anche se il dispositivo Vigipirate in vigore in Francia è quello del «rischio di attentato imminente», e anche se sono 5 mila gli jihadisti che potrebbero colpire, in qualsiasi paese e in qualsiasi momento, un livello di sicurezza pari al cento per cento contro non è «né realistico né auspicabile» come si ripete a Bruxelles, dove il coordinatore Ue anti-terrorismo Gilles De Kerchove segnala da tempo i rischi legati ai foreign Fighters. «Non bisogna cedere all’allarmismo – dicono fonti Ue – ma bisogna mantenere alta la guardia continuando a lavorare su interventi condivisi: non ci sono soluzioni miracolo». Allarmanti sono comunque le dichiarazioni che
Rob Wainwright, direttore di Europol, ha fatto davanti ad una commissione del parlamento britannico. Parlando della «più grave minaccia terroristica dall’11 settembre» in Europa, Wainwright ha stimato tra i 3mila e i 5mila i ‘fighters’ europei’ in Medio Oriente che potrebbero compiere attentati terroristici una volta tornati in patria. Di oltre 1200 jihadisti in Francia «per la sola filiera iracheno-siriana» ha parlato invece Manuel Valls. Il premier francese ha fatto un discorso davanti ad un’Assemblée Nationale commossa e unita nell’omaggio alle 17 vittime dei terroristi senza nascondere che ci sono «rischi seri e molto elevati» che possano entrare ancora in azione i complici degli autori delle stragi di Parigi. Davanti ai deputati francesi che hanno intonato tutti insieme nell’emiciclo la Marsigliese (non succedeva dall’11 novembre 1918) Valls ha parlato di «situazione eccezionale» che richiede «misure eccezionali» ma «mai misure di eccezione in contrasto con lo stato di diritto».
LE MISURE SPECIALI

«La Francia è in guerra contro il terrorismo, il fondamentalismo islamico» ha detto comunque Valls che ha elencato una serie di misure che saranno prese tra le quali l’isolamento dei detenuti jihadisti e il rafforzamento dei servizi di informazione e della giurisdizione antiterrorista. Valls ha inoltre chiesto al ministro dell’Interno di sottoporgli entro otto giorni delle proposte per rafforzare i controlli sui social network. Ma ieri è stato soprattutto il giorno del raccoglimento e dell’addio alle vittime dei terroristi. Davanti ai familiari di Ahmed Merabet, 40 anni, agente freddato sul marciapiede, Frank Brinsolaro 49, guardia del corpo del direttore di Charlie Hebdo, e Clarissa Jean-Philippe, 25, vigilessa, il presidente François Hollande ha presieduto nel grande cortile della Prefettura di Parigi una cerimonia di omaggio alle tre vittime in uniforme. «Grazie a loro la Francia resta in piedi, questi tre poliziotti illustrano cosa significhi l’attaccamento ai valori della Repubblica» ha detto il presidente. Nello stesso momento a Gerusalemme, nell’immenso cimitero del monte degli Ulivi si svolgevano i funerali di Yohav Hattab, 23 anni, Yohan Cohen, 21, Philippe Braham, 45, e François-Michel Saada, 53, i quattro ostaggi uccisi nel supermercato kasher da Amedy Coulibaly. Le loro famiglie hanno voluto che fossero sepolti in Israele. «L’antisemitismo non ha posto in Francia – ha detto la ministra all’Ecologia Ségolène Royal venuta a rappresentare il governo – la Francia senza gli ebrei non è la Francia». Tanta gente e ancora commozione poco dopo, alla sepoltura dell’agente Ahmed al cimitero musulmano di Bobigny, epicentro della banlieue di Parigi. Folla infine all’istituto medico legale di Parigi, sul Lungosenna, dove c’è stato l’ultimo addio a Mustapha Oummar, 60 anni, correttore di bozze a Charlie. Nato in Cabilia, in Algeria, aveva ottenuto da poco la nazionalità francese. Autodidatta, di grande cultura e gentilezza, lo chiamavano Mustapha Baudelaire, poeta che adorava. Ieri davanti alla salma, su uno striscione, un verso di Baudelaire ha sostituito gli slogan: «solo è degno della libertà, colui che sa conquistarla».

Il Messaggero