Higuain beffa la Lazio, Napoli al terzo posto

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L’incredibile catena di assenza non doveva essere un alibi, ma alla fine la Lazio ha pagato proprio questo nella sfida Champions dell’Olimpico. E alla fine il Napoli torna a casa con tre punti d’oro, che gli regalano il terzo posto, ma senza meritare più di troppo. Un errore di Radu e Berisha, di cui approfitta Higuain, a regalarglielo. Ai biancocelesti resta il rimpianto di quella traversa colpita da Parolo e quel gol divorato da Cavanda. Una sensazione fastidiosa non va via, con quei tre in campo – Mauri, De Vrij e Felipe Anderson – sarebbe stata tutta un’altra storia. Emergenza totale dunque, Pioli deve rinunciare a ben nove biancocelesti per infortunio (più Marchetti squalificato). Tra tutti, pesano come un macigno i forfait di De Vrij, Mauri e Felipe Anderson (volato in Brasile dalla famiglia), i tre più in forma di tutta la rosa. Le scelte sono praticamente obbligate, a partire dalla difesa. Davanti a Berisha, Basta e Cavanda sulle fasce, Cana e Radu al centro. Ledesma la spunta su Onazi in mediana, Biglia e Parolo completano il reparto. Nel tridente Candreva e Keita a supporto di Djordjevic. » una Lazio che strabilia, venti minuti di fuoco e bel gioco. Candreva ritrova forma fisica, è in palla e si vede. Sull’out destro, con Basta, si macina e si creano pericoli. Ma Pioli aveva avvertito, il Napoli è letale nelle ripartenze. Affondano un paio di volte i partenopei, poi ci pensa Radu a spianare la strada. Si lascia bere da Higuain, Berisha completa l’opera e si fa beffare dall’argentino proprio sul suo palo. Non si è ingenerosi a parlare di papera del portiere albanese. Parola d’ordine, non lasciarsi abbattere dallo svantaggio, ed ecco che i biancocelesti sfiorano incredibilmente il pareggio, ma l’inzuccata di Parolo – su punizione di Ledesma – scuote solo la traversa, non la rete. Alla fiera delle occasioni divorate riesce a far peggio solo Cavanda, da solo davanti a Rafael gliela serve di sinistro direttamente tra le braccia. Ma almeno la Lazio c’è, a chiudere il primo tempo un risultato bugiardo. All’arrembaggio nella ripresa, Pioli mette in campo pure Klose in attacco, Ledesma torna in panchina. I biancocelesti recriminano per un doppio tocco di mano, di Albiol prima e di Maggio poi, Rizzoli lascia correre giudicandoli involontari (non troppo a torto). Alza l’intensità il Napoli, si spegne la mediana della Lazio che non riesce più a ripartire. Poi ritrova un po’ se stessa, ma è già il ventesimo, comincia a farsi pericolosa. Klose stacca di testa – ma la palla finisce fuori – Keita s’inventa un inutile dribbling davanti la porta. Ma niente, non si sbloccano i biancocelesti, il tecnico emiliano si gioca la carta Cataldi (al posto di Parolo). E’ il debutto in serie A per l’ex centrocampista della Primavera. Pereirinha fa rifiatare Cavanda per l’ultima sostituzione a disposizione. Si chiude sullo 0-1 la sfida Champions dell’Olimpico, il Napoli mette la freccia e agguanta il terzo posto ora a più due sulla Lazio. Un peccato.

IL TEMPO